(Lentini) Quando verrà ricostruito l’Auditorium?

Lentini città silente. L’Auditorium ex-Lavatoio di Via Focea non esiste più e la Città di Lentini è piombata in un assordante silenzio

di Emanuele G.

2011.01.05 – Che tristezza passeggiare per le vie di Lentini. Si è circondati dai rumori della modernità. Automobili. Motorini. Cellulari. Radio. Altro ancora. Ma manca – terribilmente – il rumore tipico della vita. Il brusio prodotto dal parlare della gente. Segno rivelatore che c’è vita in Città. Purtroppo, ai giorni d’oggi, Lentini è tutto fuorché un agglomerato urbano dove pulsa la vita. Chi dovesse visitarla riceverebbe una strana sensazione. Quasi nessuno per strada. Ma un mare di automobili a bloccare perennemente le sue vie e viuzze. Una melanconica metafora dei tempi moderni. Tempi moderni che vedono Lentini ridotta a un assordante quanto irreale silenzio.
Il silenzio a Lentini assume un carattere del tutto particolare. Quando a Lentini c’è silenzio, significa che qualcosa sta mancando. Si spegne. Cessa di esistere. Non funziona più. Giace esanime. Chi abita Lentini comprende cosa sta succedendo. Fa troppo la differenza con un passato, anche recente, foriero di luminosissime glorie. Gli anziani spesso mi tratteggiano una Lentini “migliore Città di Sicilia” oppure “tutti venivano a Lentini”. Ora la malinconia suona le sue mestissime note. Si avverte una Città e una comunità attonite. Dov’è quell’elan vital marchio distintivo di una Città culla del “Premio Letterario Città di Lentini”, della celeberrima “Piazza Rossa” o del suggestivo “Castrum fest”? Forse se l’è portato via “Gaetano” – il cane – allorquando decise anche lui di togliere il disturbo.
Simbolo di questo silenzio è lo scheletro annerito dalle fiamme dell’Auditorium ex-Lavatoio di Via Focea. Giace privo di vita da quando un devastante incendio lo sottrasse agli affetti dei suoi simili un paio dianni fa. Perché vedete – cari lettori – per i lentinesi l’Auditorium ex-Lavatoio non era una semplice costruzione. Era uno di loro. Un concittadino a tutti gli effetti. Caso più unico che raro in tutto il mondo. Una costruzione che rappresenta in maniera coinvolgente il cuore di una comunità. A Lentini l’identificazione fra Città e Auditorium ex-Lavatoio aveva dolci similitudini con l’affetto che un padre porta per il proprio figliolo.
Era il luogo eletto dai lentinesi, e non solo, per incontrarsi. Per discutere alla luce del sole. Per confrontarsi sui mille aspetti multiformi della vita. Egli – l’Auditorium ex-Lavatoio – accoglieva tutti. Senza distinzione di razza, ceto, classe, formazione. Si offriva generosamente a quanti volevano contribuire al miglioramento della vita di tutti noi. Ogni settimana il programma delle manifestazioni assumeva i caratteri di un arcobaleno. Lunedì politica. Martedì teatro. Mercoledì danza. Giovedì la presentazione di un libro. Venerdì voce all’associazionismo. Sabato recital di poesie. Domenica concerto folk. Ogni giorno apriva le sue porte alla Città e al mondo. L’agorà dove Gorgia fissò le leggi della sofistica aveva assunto nuove sembianze. Quelle dell’Auditorium ex-Lavatoio. L’agorà per eccellenza. Un’agora che testimoniava la vivacità di una comunità da sempre riconosciuta per la facondia culturale e imprenditoriale dei suoi figli.
L’Auditorium ex-Lavatoio era davvero un luogo-luogo. Cioè uno spazio dove territorio, storia, cultura, valori civili e nobiltà si manifestavano con tale espressività da lasciare basiti i forestieri in visita presso le nostre contrade. Un luogo sintomatico di una comunità. Un luogo dove un insieme di cittadini si incontrano e, dibattendo civilmente, disegnavano l’avvenire della Città. Città che si sente orfana di questo luogo eletto. Infatti, se ci fate caso Lentini ha cominciato a non avere un futuro da quando l’Auditorium ex-Lavatoio andò a fuoco. Un fuoco simbolico. Un fuoco che ha bruciato non solo il manufatto, ma la Città stessa. Nessun luogo è stato più importante quanto l’Auditorium ex-Lavatoio di Via Focea. Persino l’Aula Consigliare di Via Galliano scompare al suo cospetto.
Lentini ha bisogno con urgenza che l’Auditorium ex-Lavatoio ritorni a vivere! So che un progetto esecutivo è pronto. I finanziamenti necessari possono essere imputati alla Legge 433. Cosa si aspetta, dunque, a passare dagli atti amministrativi ai fatti? Signor Sindaco nobiliti il suo mandato annunciando alla Città il più prezioso e atteso dei regali: l’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’Auditorium ex-Lavatoio. E’ il luogo che racchiude il segreto per farci riprendere un cammino di speranza. Lì risiede il senso di appartenenza della nostra comunità. Lì c’è la nostra Lentini!

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