Prosegue lo scambio di critiche tra i governi siciliano e nazionale

Statuto violato, Lombardo: “Ricorreremo alla Consulta”

2010.12.24 – Lo afferma il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo sul suo blog rimarcando i cattivi rapporti con il Consiglio dei Ministri. “Oggi in un momento di crisi – prosegue – credo che i siciliani si rendano conto che c’è da rialzare la testa e quella bandiera.
Il presidente della Regione ha il rango di ministro e partecipa al Consiglio dei ministri quando questo si occupa di provvedimenti che riguardano la Sicilia. Non è stato fatto da molto tempo a questa parte? Bene, ricorriamo alla Corte Costituzionale perché viene violato lo Statuto che ha lo stesso rango della Costituzione“. Lombardo spiega i motivi dello scontro istituzionale: “Abbiamo acquisito la consapevolezza, la responsabilità e la determinazione per ricorrere ed invocare il rispetto della legge da parte del governo.
Hanno detto che siamo cialtroni perché non abbiamo speso i fondi del Fas entro il 2006 – prosegue -: molti di questi soldi sono in mano di Anas e Ferrovie dello Stato che non hanno speso. Operiamo in regime di monopolio, le strade e le ferrovie avrebbero dovuto farle loro. Noi stiamo facendo una causa civile per chiedere il risarcimento dei danni che sono di immagine e di sostanza perché non aver fatto ferrovie veloci e strade ha comportato un ritardo nello sviluppo”.
Lombardo affronta anche il problema legato al Sud. “E’ stata fatta una delibera del Cipe che ha penalizzato il sud e la Sicilia? Ricorriamo contro queste delibere perché ci sono leggi che sono state violate. La nostra non è una lotta per il piacere di alzare una bandiera o per volere rompere. E’ esattamente il contrario: vogliamo unificare questa Italia dopo 150 anni, visto che fino ad oggi si è lavorato per separarla”.
Vogliamo recuperare sul reddito – spiega Lombardo -, sull’occupazione, sulle infrastrutture. Leggiamo queste cose in tutte le leggi. L’ultima quella sul federalismo: perequazione infrastrutturale. Ma come? Se dei 22 miliardi del Cipe la maggior parte sono andate al nord e solo le briciole al sud? E’ una vergogna.”
“Noi non diciamo, come altri fanno, che vogliamo prendere i fucili – conclude -. Noi vogliamo ricorre alla legge e aprire gli occhi e capire che dobbiamo dotarci di una forza politica del territorio e finire di farci ingannare dai partiti nazionali che rispondono a logiche che fanno gli interessi del nord. Noi, in ogni caso, non faremo passare liscio nulla”.

“In questo contesto di crisi, così come era 60 anni fa quando si lottò per l’autonomia e si ottenne lo Statuto speciale, le norme dello Statuto erano lo strumento attraverso cui avviare il superamento della condizione di emarginazione. Lo Statuto non è stato rispettato. La politica e i governi siciliani non hanno prodotto questi effetti”.

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