“Castiglione non fa abbastanza contro la mafia”

2010.11.22 – Qual è la cosa più grave che il Presidente della Provincia regionale di Catania, Giuseppe Castiglione, ha fatto in questi due anni di mandato? SUD lo ha chiesto al protagonista principale dell’opposizione a palazzo Minoriti.

Qual è la cosa più grave che il Presidente della Provincia regionale di Catania, Giuseppe Castiglione, ha fatto in questi due anni di mandato? La risposta del consigliere provinciale del Pci Antonio Tomarchio è secca: “non aver aumentato le commesse alla Riela Group, azienda confiscata alla mafia”. Facciamo un piccolo passo indietro. Il 6 ottobre del 2009 il consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno presentato dai consiglieri Salvatore Valerio Marletta e Antonio Tomarchio sulla Riela group. L’ordine del giorno faceva riferimento a una riunione indetta dalla Prefettura di Catania sul rischio di fallimento della prima azienda confiscata alla mafia nella provincia catanese. Il consiglio provinciale con quell’atto aveva impegnato l’amministrazione provinciale a sollecitare tutti gli altri enti del territorio per sostenere la Riela group e, in particolare, a richiederne i servizi per la manutenzione dei mezzi della Provinca e della Pubbliservizi spa. Ad oggi, però, e questo è ciò che sottolinea Tomarchio, nulla è stato fatto. L’ordine del giorno presentato dai consiglieri fornisce un quadro della situazione della Riela Group dal momento della confisca. Si tratta di un’azienda con 24 dipendenti, confiscata alla mafia nel 1999 e, da allora gestita da amministratori nominati dall’Agenzia del Demanio. La Riela group per diversi anni ha mantenuto un fatturato di oltre 20 milioni di euro annui, anche perché, secondo la relazione annuale della DNA 2008 “gestita sulla base di interessi personali, se non forse associativi, della famiglia Riela, che l’avrebbe svuotata, a vantaggio di una nuova impresa appositamente costruita, la cooperativa SE.TRA Service”. Gli elementi raccolti hanno indotto gli inquirenti “a ritenere che il consorzio SE.TRA Service sia stato costituito con la finalità di permettere alla famiglia Riela di riappropriarsi delle imprese confiscate”. Nel 2008 la magistratura catanenese ha predisposto il sequestro preventivo delle quote del consorzio SE.TRA Service e delle quote delle società consorziate, nonché di tutti i beni aziendali possedute. Una vorticosa calata a picco, l’azienda rasenta il fallimento. Il 24 febbraio 2010 viene effettuata una riunione nello stabilimento della Riela Group tra i vari enti. Lo scopo era quello di salvare l’azienda dal fallimento e assicurare un futuro ai 24 lavoratori. Ad oggi cosa è cambiato? Sembrerebbe nulla. Quello che Tomarchio denuncia, infatti, è «la grave inadempienza della giunta Castiglione su una questione così delicata come il sostegno alle imprese confiscate alla mafia. Ritengo che quella del presidente sia una scelta politica, anche perché la Riela group attualmente effettua efficacemente questi stessi servizi per altri enti (questura, polizia penitenziaria)». Dall’ordine del giorno presentato dai consiglieri si legge: “la battaglia contro la mafia deve essere condotta con azioni concrete e non deve restare solo sulla carta […]. Quella della Riela group è una scommessa per l’intera collettività catanese, siciliana e dell’intero paese, una scommessa che non può essere perduta, perché ogni azienda confiscata alla mafia che chiude, è un colpo alla speranza di realizzare una sana crescita economica e sociale nel nostro territorio”. Per fare il punto: l’unica azienda della provincia di Catania confiscata alla mafia è a rischio fallimento perché la Provincia non aumenta le commesse. La domanda la rivolge lo stesso Tomarchio al presidente Castiglione: «Qual è quindi il motivo per cui Provincia e Multiservizi disattendono il volere del consiglio provinciale e non utilizzano le competenze dell’unica azienda confiscata alla mafia?».

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