(Niscemi) Si cerca l’accordo per il sistema militare Usa “Muos”

[fonte]

Affaire MUOS

di Laura Galesi

2010.11.20 – Niscemi (CL) – Un corpo di guardia a cavallo posto all’ingresso della Riserva che assicuri in modo permanente la vigilanza, assicurando anche l’accoglienza dei visitatori. E’ una delle “misure compensative” che il governo regionale ha offerto alla città di Niscemi perché venga realizzato il Muos (Mobile User Objective System). Si chiama così il sistema di comunicazione satellite ad altissima frequenza voluto dalle forze armate Usa che integrerà comandi, centri di intelligence, cacciabombardieri, velivoli senza pilota. L’antenna, la quarta in tutto il mondo, verrà installata presso il feudo Ulmo, nella Riserva Naturale Orientata e sito di interesse comunitario, a due km dal centro abitato, dove dal 1991 esiste una delle più grandi stazioni di telecomunicazione della marina statunitense nel Mediterraneo e capitanata da Sigonella. “Non vogliamo l’installazione del Muos – spiega il sindaco Giovanni Di Martino – e non siamo propensi ad accettare condizioni da parte della Regione. Non si può proporre la realizzazione di un centro di monitoraggio permanente e installare la fonte primaria di malattie incurabili e di disastro ambientale”.
La Regione, infatti, per indurre l’amministrazione ad accettare l’installazione dell’antenna ha inoltre proposto la realizzazione di un centro di monitoraggio permanente presso l’ospedale della città nissena, l’attivazione di un presidio di diagnosi e cura, nonché l’ipotesi di sviluppo del patrimonio culturale ed ambientale. Niscemi, insieme a Gela e Butera è riconosciuta come “area ad alto rischio ambientale”. Confermato dal Dipartimento Osservatorio Epidemiologico dell’assessorato regionale alla sanità che ne sottolinea l’ alta presenza di neoplasie e ricoveri ospedalieri a causa del pet coke prodotto dall’Enichem di Gela.
Ad aggravare la situazione sono le 41 antenne già esistenti che, in alcuni periodi, secondo alcuni dati dell’Arpa, in alcuni momenti viene superata la soglia di attenzione. “Ci appelliamo al principio di prevenzione- conclude abbiamo costituito un coordinamento di 15 comuni che, contemporaneamente, hanno un atto consiliare per ribadire no all’installazione del Muos e partecipato alle manifestazioni di protesta”.
In sostegno dei niscemesi si è espressa la Commissione Europea, invocando il trattato europeo per spiegare il principio di “elevato livello di protezione della salute umana”, una visione che il ministro alla difesa Ignazio La Russa aveva sostenuto attraverso la costituzione di un recinto contro l’invasione delle onde elettromagnetiche.

La Regione dice “nì”
“Non è chiaro- spiega Gianfranco Di Pietro del Comitato No Muos- quale sia la posizione del presidente Raffaele Lombardo che, da una parte propone atti compensativi per indurci ad accettare l’antenna e pubblicamente dice di essere contrario.
Il confronto pubblico sul Muos tra sindaci, comitati, organizzazioni politiche e governo regionale era previsto per il 29 marzo scorso a Niscemi. Un incontro sospeso per le vicissitudini giudiziarie che in quei giorni hanno interessato Raffaele Lombardo, l’uomo del “ni”. “Si attende la posizione ufficiale della Regione -conlcude Di Pietro- e avviare ulteriori iniziative contro il Muos”.

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