La Giovane Italia contro il governatore Lombardo

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5mila giovani a Palermo per dire no al Governo Lombardo

5mila giovani a Palermo per dire no al Governo Lombardo

I militanti di Giovane Italia hanno manifestato a Palermo, un corteo di circa 5mila giovani, da Piazza Croci, hanno raggiunto Piazza Verdi dove si è tenuto un comizio. I giovani venuti da Enna, Messina, Caltanissetta, Catania, Vittoria (RG), Trapani ed Acireale, hanno detto il loro “No al governo Lombardo-Fini-Bersani”. “La nostra generazione è cresciuta nella seconda Repubblica, dove a differenza della prima le coalizioni sono dichiarate prima del voto – spiega Mauro La Mantia, presidente regionale della giovanile – In Sicilia quattro assessori del Pd occupano abusivamente quelle poltrone. Tutto il popolo Siciliano è stato tradito”. Intonando più volte l’inno di Mameli i giovani – e non solo – del Pdl hanno sfilato impugnando il tricolore contro Lombardo e contro “i due partiti di sinistra” che lo appoggiano. In testa al corteo oltre ad alcuni dirigenti del partito i coordinatori del Pdl in Sicilia Giuseppe Castiglione e Domenico Nania. Quello di ieri sera è stato un corte ricco di bandiere e striscioni, uno in particolare di 10 metri circa con la scritta, “No al Governo Lombardo – Fini – Bersani” e le facce disegnate dei tre politici. Tutto questo a ritmo di musica e slogan.

“No Lombardo Day”, in corteo a Palermo i giovani del Pdl

È partito da piazza Croci, a Palermo, il coloratissimo corteo regionale di Giovane Italia contro il Governo Lombardo-Fini- Bersani.
Per gli organizzatori erano almeno 5000, in realtà per le strade a manifestare sono scesi in cinque o seicento. Hanno parlato gli occhi, le immagini, non la Questura, che ha deciso di non mettere parola per evitare strumentalizzazioni, anche se qualche carabiniere, lontano dai microfoni, ha confermato la valutazione ottica.
Il corteo si è snodato per le vie del centro, verso piazza Verdi, dove, davanti al Teatro Massimo, si è svolto un comizio finale al quale sono intervenuti, oltre ai dirigenti di Giovane Italia, i coordinatori provinciali neo-nominati, i deputati nazionali e regionali e i coordinatori regionali del Pdl Giuseppe Castiglione e Domenico Nania.
La manifestazione è stata aperta da uno striscione di dieci metri con la scritta “No al Governo Lombardo – Fini – Bersani” e le facce disegnate dei tre politici.
Il corteo, pavesato dai tricolori, è stata “una risposta di Giovane Italia ai recenti deliri secessionisti di Raffale Lombardo. Tante anche le bandiere della Trinacria per rivendicare un’identità siciliana lontana dalla demagogia pseudo-autonomista di Lombardo”. In realtà di queste ultime non se ne sono viste tante.
Un camion con il sound system e una banda musicale di Agrigento hanno accompagnato i passi dei manifestanti. Tra gli slogan ironici scanditi: “Ma quale Sicilia, ma quale autonomismo, quello di Lombardo è solo clientelismo“, “Da Lombardo solo demagogia, la gioventù ti spazzerà via“, “Fini, Bersani e Casini solo trasformismo e ribaltoni“, “Compagno Cracolici, dicci come mai tu stai con i potenti e non con gli operai“, “Famiglia, lavoro, diritto all’istruzione questa la battaglia di una generazione“.
Ma ci sono stati anche slogan che sanno più da stadio e da derby, come “Catania sempre presente“, che ha introdotto lo sparuto gruppo etneo della locale sezione di Giovane Italia, nonché “un solo grido, un solo allarme, Lombardo in fiamme“.
Per Carolina Varchi, dirigente nazionale di Giovane Italia, comunque, si è trattato di una “imponente manifestazione” che “dimostra come sia radicato sul territorio siciliano il nostro movimento giovanile. Chi pensava ad un esodo di giovani verso Futuro e Libertà oggi comprende come la base militante e giovanile del partito sia rimasta nel Pdl. I giovani di centrodestra non possono appoggiare il partito di Fini alleato in Sicilia con il Pd per mantenere potere e poltrone. Oggi inizia l’autunno caldo contro un governo ribaltonista, incapace di risollevare la Sicilia, che vedrà la mobilitazione non soltanto dei giovani, ma anche di intere categorie e lavoratori”.

“I giovani non si lascino sedurre da sirene stonate”

“Mi rivolgo ai ragazzi invitandoli a non lasciarsi sedurre da sirene stonate: dal palco si sono esibiti solo gli impresentabili servi di un governo romano che massacra ogni giorno il Mezzogiorno e a cui costoro tengono il sacco del malaffare e del declino della Sicilia.” Questo quanto dichiarato dal presidente Raffaele Lombardo a proposito della manifestazione dei giovani del Pdl cui hanno partecipato anche i coordinatori regionali del Popolo della Libertà svoltasi questa sera a Palermo.
“Mentre è anche apprezzabile che giovani manifestino per la loro terra e il loro futuro, – ha aggiunto Lombardo – è sinceramente disgustosa la strumentalizzazione operata da ascari in servizio permanente effettivo e  neppure tra i più apprezzati, che approfittano di ragazzi in buona fede arrogandosi il pretesto per impartire persino improbabili lezioni di moralità.”
Uno spettacolo indecente – conclude il presidente – messo in scena da ‘cattivi maestri’ che cercano disperatamente di tenersi stretti i residui di privilegi e poltrone romane, visto che il governo siciliano delle riforme e dell’innovazione li ha tagliati fuori dalla posizioni di rendita a cui si sono accomodati per anni.”

“Lombardo come Obama, che errore candidarlo”

Ieri abbiamo scoperto che Lombardo è un uomo di grande generosità, che si occupa non solo di nomine, ma riceve anche le persone più equivoche di questo mondo per risolvere loro gravi problemi familiari”. Lo ha detto il coordinatore regionale siciliano del Pdl, Domenico Nania, a Palermo per partecipare al corteo organizzato dalla Giovane Italia contro il Governo Lombardo.
Io le idee su Lombardo le avevo chiare da tempo – ha aggiunto parlando con i giornalisti che gli chiedevano un suo commento sulla conferenza stampa di Lombardo -. Quando uno non rispetta il patto con gli elettori come lo si può definire? Inciucista? Ribaltonista? Trasformista?“.
Ed ancora: “La scelta su Lombardo l’ho fatta perché pensavo che, rispetto a un governo nazionale amico, investire su un presidente della Regione che aveva abbracciato l’idea dell’autonomismo consentisse di costruire una pista di lancio per lo sviluppo della Sicilia“.
“Lombardo, invece di unire le forze in campo per proteggere la Sicilia, – ha aggiunto Nania – ha iniziato ad abbandonare il concetto di autonomismo e ha aperto un discorso sul Sud con altri presidenti di Regione del centrosinistra”.
“Allora – ha proseguito Nania – ho pensato che il governatore siciliano fosse uno psichiatra con molti problemi di grave entità. Ed invece di governare la Sicilia, pensava di essere l’Obama della situazione che si metteva sulle spalle le sorti della Sicilia. Lì ho capito che avevo sbagliato a sceglierlo“.
“Lombardo – ha concluso – è un ex democristiano senza arte né parte, che ha abbracciato la causa autonomista quando Casini lo ha buttato fuori da partito”.

La Mantia: “Mai più presidenti come Cuffaro e Lombardo”

Questa piazza gremita di giovani dimostra come sia forte l’opposizione al Governo Lombardo – Fini – Bersani. Ma questa opposizione giovanile chiede alla politica, in particolare al centrodestra, di selezionare la classe dirigente. Il Pdl non deve fare l’errore di regalare a partiti minori e poco limpidi la candidatura alla Presidenza della Regione. Mai più presidenti come Cuffaro e Lombardo. Alle prossime elezioni regionali vogliamo votare per la prima volta un presidente senza doverci turare il naso”. È quanto ha dichiarato dal palco di Piazza Verdi il Presidente Regionale di Giovane Italia Mauro La Mantia, in occasione del corteo regionale dei giovani del Pdl contro il Governo Lombardo. La Mantia già nei mesi scorsi aveva duramente preso le distanze da Dell’Utri dopo le dichiarazioni su Mangano e chiesto con forza un dibattito interno al partito sulla questione morale.
Né il Partito Democratico né Futuro e Libertà – continua La Mantia – possono dare lezioni di legalità a nessuno dopo aver permesso la nascita del Governo Lombardo quater. Il Pdl deve impegnarsi a tenere pulite le proprie liste in Sicilia, senza candidare politici in odore di mafia. Non spetta alla magistratura fare la selezione della classe dirigente, ma ai partiti che devono avere al centro della propria identità politica gli insegnamenti di Falcone e Borsellino”.

Francesco Saccone, commissario regionale dei Giovani del Mpa, commentando le notizie relative al corteo della Giovane Italia svoltosi a Palermo, ha detto: “Dopo i miracoli evangelici dei pani e dei pesci, giornali e tv serve di Berlusconi hanno magicamente moltiplicato i cinquecento giovani pidiellini, in verità in tanti già con i capelli brizzolati, in ben cinquemila partecipanti al corteo ludico-ricreativo della Giovane Italia”.
“Dal saluto fascista – ha aggiunto Saccone – ai ripetuti cori da stadio che auspicano un ‘Lombardo in fiamme’, questi giovani del Pdl hanno mostrato di aver il Dna antidemocratico e antiistituzionale tipico dei vertici del loro non-partito. Più che sugli slogan strumentalizzati dai loro co-coordinatori, riflettano sulla condanna in appello del sen. Dell’Utri o sulle briciole che il Cipe di Micciché, anche lo scorso 18 novembre, così come fa fa anni il governo del Nord di Berlusconi, hanno destinato alla Sicilia”.

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