Viaggio in Sicilia/2: Lo sfascio della Sanità

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Viaggio in Sicilia/2: Lo sfascio della Sanità

di Giuseppe Oddo

La spesa sanitaria della Regione Sicilia – in termini di impegni – ha raggiunto nel 2008 gli 11,5 miliardi di euro, 3 in più dell’anno precedente. L’incremento deriva per la maggior parte dal “contratto di prestito” accordato dallo Stato alla Regione per il ripianamento delle perdite delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane anteriori al 31 dicembre 2007. Al netto di questa somma, l’incremento sul 2007 si riduce a 337 milioni. Sta di fatto che sul gobbone dei siciliani continuano a pesare oneri sanitari iperbolici nonostante il governo Lombardo abbia varato una riforma per contenere la spesa. Nel 2008 questo onere è ammontato a 2.284 euro per ciascun residente (neonati compresi). Questa cifra, al netto del prestito per il ripianamento del debito pregresso, scende a 1.761 euro per residente. Ma essa è comunque più alta dei 1.711 euro del 2007 e dei 1.514 del 2006. “Un costo asolutamente spopositato”, chiosa il procuratore generale d’appello della Corte dei Conti siciliana, Giovanni Coppola, nella sua requisitoria per il giudizio di parificazione del rendiconto regionale del 2008. L’isola è infatti al quartultimo posto nella graduatoria nazionale sulla durata media della vita per gli uomini e al penultimo posto per quanto riguarda le donne.
Non solo: la Sicilia incassa 48 milioni di euro dai residenti di altre Regioni che scelgono di curarsi nell’isola, mentre spende 223 milioni per i siciliani che vanno a ricoverarsi in strutture ospedaliere al di fuori dell’isola. Il saldo di mobilità extra-regionale è insomma negativo per 186 milioni.
Parte consistente della spesa complessiva serve per pagare gli stipendi degli oltre 50mila dipendenti della sanità siciliana, dei quali 11.803 dirigenti medici, 2.213 dirigenti non medici e quasi 36mila non dirigenti. A questi vanno sommati i 3mila autisti-soccorritori del servizio 118, per la cui retribuzione la Regione ha speso, nel 2008, 82,3 milioni, contro i 78 del 2007 e i 68 del 2006; senza contare i canoni chilometrici per le 256 autoambulanze (altri 5,1 milioni) e le spese generali (rimborsate a consuntivo).
In compenso, grazie alla riforma della giunta Lombardo, è diminuita la spesa ospedaliera convenzionata (a 618 milioni, contro i 692 del 2007) e quella per assistenza specialistica convenzionata (a 409 milioni, contro i 425 dell’anno precedente). Ma il numero totale dei convenzionamenti esterni ha raggiunto comunque le 1.769 unità, “con un costo complessivo – si legge nel medesimo documento – di oltre un miliardo di euro”. Per di più le aziende sanitarie e ospedaliere sono gravate da costi di collaborazioni e consulenze livietati in totale, nel 2008, a oltre 10 milioni di euro.
Dulcis in fundo, sono state effettuate lo scorso anno oltre 53 milioni di prescrizioni mediche, il 3,5% in più del 2007. Ad ogni siciliano, giovane o vecchio che sia, vengono in sostanza prescritte, in media, dieci ricette l’anno. Un primato che dà molto da pensare.

Vedi anche Viaggio in Sicilia/1: La Regione al collasso

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