“Mpa, movimento infiltrato dalla criminalità”

[fonte]

Intervista a Antonio Fiumefreddo, 17 maggio 2010

di Marco Benanti

Annuncia una conferenza stampa in settimana, dove farà nomi e cognomi di uomini di governo in conflitto d’interesse alla Regione Siciliana. Ma va oltre, Antonio Fiumefreddo, avvocato penalista, molto attivo in politica. Anche lui aveva creduto nell’Mpa. Quindi, la condivisione, un incarico come Sovrintendente al Teatro Massimo “Bellini”, poi la fine di questa esperienza, la ripresa a pieno regime della propria professione. Ora che accade? Lo abbiamo incontrato nel suo studio catanese.

Che succede avvocato?

“Esprimo stupore per queste reazioni, anche un po’ sconsiderate che il Presidente della Regione assume di fronte alle indagini, a questa spiegazione facile di dire che c’è sempre un complotto. Allora mi pare che manchi la misura e manchi soprattutto l’autocritica. io non entro nel merito delle vicende giudiziarie. Mi auguro che siano accertate nei tempi necessari e soprattutto mi auguro bene per la Sicilia, però c’è un dato di fatto che viene taciuto dal Presidente Lombardo e capisco pure perché…”

Quale?

“Insieme ad un gruppo folto allora di amici, quando si costituì il Movimento per l’Autonomia, parlo del congresso di Bari, prima io non c’ero, non ero ad esempio presente alla famosa campagna elettorale che portò all’elezione di Scapagnini, perché ero con una mia candidatura, ma dal momento della fondazione col congresso di Bari ed insieme ad altri, ricordo per esempio l’on Scalia buon’anima, insieme dicevo ad altri personaggi autorevoli insistemmo perché ci fosse un pronunciamento solenne, una dichiarazione solenne di Lombardo sull’antimafia. Ma non solo una dichiarazione, insoma ci fosse un segnale chiaro”

Su che cosa?

“Non si può pensare di perseguire l’Autonomia in Sicilia, autonomia da Roma, Autonomia dai poteri forti, se non è autonomia innanzitutto dalla mafia. Insomma di cosa stiamo parlando? Può la Sicilia autonoma da Roma diventare un porto franco per la criminalità? No, non fummo ascoltati. Successivamente ci fu un dibattito sulla forma da dare al movimento e fui tra quanti -e non eravamo pochi- insistevano perché ci fosse non una struttura organizzata sul territorio, vecchio stile, ma che vi fosse un movimento d’opinione. Sapevamo bene che l’unico modo di fare politica di Lombardo era quella di strutturarsi sul territorio, ma noi gli ricordammo che lo strutturarsi sul territorio sostanzialmente volesse dire avere a che fare col territorio siciliano. Il territorio siciliano è uno dei territori più infiltrati al mondo. Non può un uomo politico che ha quelle ambizioni non rendersi conto di questo.
Ci fu chiesto di scrivere pagine, pagine e pagine, io ne ho scritte tante, che il Presidente avrebbe letto, che abbiamo avuto modo di commentare più volte, ma puntualmente tutto ciò veniva disatteso, scegliendo tutto tranne che l’opinione, scegliendo la più bieca politica di organizzazione del territorio in Sicilia.”

Effetti?

“Gli effetti sono quelli che quando si è arrivati alla scelta delle candidature, per la Camera, per il Senato, per il consiglio comunale le persone perbene hanno pagato un prezzo, il più alto, perché si sono viste puntualmente o messe negli ultimi posti delle liste per le due massime assemblee, Camera e Senato, ovvero si sono visti superate dalla capacità di assumere voti di preferenza che evidentemente ambienti collegati hanno rispetto alle persone perbene. In quel momento il Presidente Lombardo ha consegnato il suo movimento a tutto ciò che nel territorio in Sicilia produce e quindi questo è un gesto di una gravità inaudita.”

Qual è il senso della sua iniziativa?

“Il senso è quello di richiedergli -e non sono il solo, so che tra quanti hanno partecipato anche ieri a questo incontro pubblico, a questa ‘chiamata alle armi’, dico a parte il fatto che le convocazioni non sono tali, ma viene prescritto di andare- per quello che mi risulta ci sono vastissimi ambienti di persone che non condividono questi metodi, che chiedono di potersi confrontare finalmente, chiedono un atto di umiltà da parte del Presidente, ci sono errori gravi. Io chiedo insieme ad altri la convocazione di un congresso straordinario dove mi aspetto si portino le dimissioni anche di vari soggetti e consiglieri vicini al Presidente che lo armano di pessime intenzioni e di peggiori pratiche.”

Chi siete?

“Un gruppo libero, non esistono correnti nell’Mpa. Un gruppo di amici che abbiamo condiviso il momento fondativi dell’Mpa e che abbiamo subito in questi anni le decisioni del Presidente. Anche la mia esperienza al Teatro Massimo vede il Presidente Lombardo quale mandante vero di ogni cosa. Cioè non è possibile affidare alle persone perbene incarichi istituzionali, perché prima o dopo si scontrano con una logica che evidentemente è dettata dall’esterno. Il Presidente Lombardo deve convocare il congresso e deve soprattutto revocare la delega già nel governo regionale a quegli uomini che sono in palese, evidente, sporco conflitto d’interesse. Per esempio, mi chiedo se è possibile continuare a gestire la formazione in Sicilia con uomini che sono direttamente interessati alla formazione.”

Tipo?

“Tipo per esempio l’assessore Leanza.”

Altri?

“Per ora mi fermerei a questo, nei prossimi giorni daremo l’elenco completo. Diremo nomi e cognomi degli esponenti dell’attuale governo. Evidentemente siccome non pensiamo che il Presidente li subisca, spieghi per quale motivo ha assunto una serie di decisioni che francamente sono in assoluto tradimento dei valori dell’Autonomia. Autonomia da cosa? L’Autonomia è un valore importante, non può essere certamente servito chiudendo le scuole un giorno”.

Si dirà: Fiumefreddo lo fa perché vuole una poltrona…

“Ma guardi io la poltrona l’ho avuta, ho avuto proposte importantissime, non mi interessa, credo che qui bisogna rispondere alla propria coscienza. Io ho fatto un battaglia all’ interno dell’Mpa, l’ho perduta ho pagato sempre in prima persona, evidentemente l’Mpa, Lombardo così come tanti altri, attenzione Lombardo è solo il campione di questo mondo, chiede affidabilità che io non posso dare. Se affidabilità significa avere a che fare con ambienti indistinti che premono perché si facciano le solite porcherie io sono inaffidabile. Non sono abituato a tradire il mandato ricevuto, prendo atto che quello che è successo in questi tre anni dalla nascita dell’Mpa ad oggi inevitabilmente avrebbe condotto a questo, cioè ad un movimento fortemente infiltrato…”

Da chi?

“Dalla criminalità è chiaro. Un movimento che ha numero così impressionanti non può essere…”

Quindi l’ipotesi della Procura non è balzana?

“Non è affatto balzana e mi pare che cercare di dividere i magistrati tra buoni e cattivi è un ragionamento politico che non funziona con un ordine come quello giudiziario che deve perseguire la verità”

Ma a suo avviso esiste o no la congiura, in qualche modo, evocata dal Presidente?

“Ma le congiure sono tali quando sono segrete. Invece, c’è un’opposizione chiara, c’è un uomo che è stato eletto con i voti del Pdl e che improvvisamente ha tentato di fare un’alleanza diversa, non col Pd. Io apprezzo che nel Pd ci siano posizioni come quella della Presidente Finocchiaro ed altri che hanno un profilo più alto. C’è trasversalmente in questa Regione Sicilia un disinteresse per i temi della legalità e del rispetto della legge, del rinnovamento, che attraversa appunto tutti gli schieramenti. Io non devo fare politica, non sono interessato, sono un uomo libero, ho pagato con la mia testa l’avere sostenuto tesi diverse; mi dispiace che oggi il Presidente Lombardo resti vittima esattamente di condotte e pratiche che io gli ho più volte amichevolmente, in tutti i modi, ricordato come sicure cause di guai per lui. Sta succedendo”.

Previsione: cade questo governo?

“Questo governo non solo cade, credo che il Presidente Lombardo, se vorrà difendere la pulizia del valore dell’Autonomia e se vorrà dare un contributo all’accertamento dei fatti, deve assolutamente dimettersi immediatamente. Questo è un grave danno alla Sicilia. La Sicilia, se lui continua a dividere. Ma quali appelli al Capo dello Stato! Il Capo dello Stato non l’ha voluto nemmeno incontrare venendo in Sicilia. Se si continua a fare una guerra di questo tipo, in cui il Presidente della Regione dà del delinquente al Ministro della Giustizia e al Presidente del Senato quindi, a cercare di dividere il campo, a cercare di dividere i siciliani, questo non è coltivare il valore dell’Autonomia ma è coltivare il disvalore dell’arroganza e dello strapotere. Questo è inammissibile”.

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