Il dopo-Lombardo in Sicilia secondo il Pdl

Nel Calatino la ripresa dell’anno politico è stata annunciata dall’incontro del Pdl di venerdì 17 settembre 2010 all’Hotel Monteverde di Caltagirone. In tutti gli interventi ricorre il nome del governatore Lombardo, con diversi accenti ma sempre molto critici. L’autoproclamato “imperatore” dell’Isola si sarebbe dimostrato capace di un solo genere di cambiamento: la sostituzione dei precedenti occupanti messi da Cuffaro nei posti chiave con suoi sodali. Si veda cosa ha fatto l’assessore regionale alla Sanità che si è asservito a Lombardo mettendo tutti uomini dell’Mpa nei posti importanti, oppure il caso di Carmelo Nicotra, spostato da Caltagirone a Palermo, poi a Scordia perché non è di quel partito. Si è così determinata – denuncia Giovanni Lavia – una crisi organizzativa di tutti gli uffici, che non sanno più cosa devono fare. I siciliani non ricevono risposte istituzionali ai problemi concreti e sono sempre più ridotti alla necessità di chiedere favori, come Lombardo vuole per rafforzare il proprio potere. L’esempio dei forestali lasciati da mesi senza stipendio è evidente.
« Dalla finanziaria regionale approvata il 1 maggio scorso a oggi non è stato attuato nulla », denuncia il deputato regionale Pippo Limoli. È una politica che crea allarme sociale perché usa i lavoratori precari come arma di ricatto contro il governo centrale. « Lombardo accusa Roma di non far arrivare alla Sicilia i soldi promessi, in realtà – spiega il Sen. Firrarello – ci sono prima i fondi europei da spendere, perché scadono nel 2013 e non ritorneranno più. Si dica, se c’è, un settore economico che sta andando bene in Sicilia ». Anche il piano per le energie alternative, dove Lombardo si era rivolto a Rifkin, ha ricevuto una smentita e è stato rinnegato dallo studioso americano. A fronte di simili insuccessi, il governatore si tiene in piedi solo grazie al sostanziale appoggio esterno del Pd e con il ricatto verso i parlamentari della maggioranza, minacciati con il voto di fiducia in ogni occasione, come avverrà martedì 21.
Appare chiaro qual è per il Pdl il primo obiettivo da perseguire nelle prossime settimane alla Regione Siciliana: far cadere il governo Lombardo. La strategia si basa sulla ricomposizione del partito – favorita dai “ripensamenti” di Micciché – e sulla costruzione di alleanze con la Destra e l’Udc. Il voto anticipato eliminerà “l’imperatore abusivo, bugiardo e millantatore” effigiato da Limoli nel tradimento del popolo siciliano che lo aveva votato e finalmente si avrà una stagione di governo per lo sviluppo. Se il principale problema è quello del lavoro per i giovani, i settori dell’economia regionale da sostenere sono innanzitutto quello agricolo e quello turistico, tutelando dalle imitazioni i prodotti tipici dell’agroalimentare e pianificando la costruzione di porti turistici in tutte le località che ne sono ancora sprovviste.  Tocca al presidente della Provincia Castiglione ricordare che il Pdl dove governa dà ottimi risultati e cita le opere pubbliche previste per Caltagirone, i restauri del liceo Secusio e del cinema Metropol.
Si attende l’intervento di Berlusconi a Taormina nella giornata di sabato; per il momento è chiara la linea da seguire: con un nuovo slancio propositivo il Pdl siciliano deve ritornare in piazza, parlare con il cuore e lavorare perché ogni cittadino abbia fiducia in sé stesso e trovi la forza per superare le difficoltà.

Leone Venticinque

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