Quanto durerà il processo per il depuratore?

di Leone Venticinque, per il  Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2010.09.11 – Già da mesi si lamenta da parte dei dirigenti del Tribunale di Caltagirone la cronica mancanza di personale, a fronte della grande mole di lavoro cui deve far fronte l’organo giudiziario locale. A causa dei recenti fatti di cronaca nera accaduti nel Calatino, le valutazioni di priorità rischiano concretamente di far slittare nel tempo la prosecuzione del processo per l’incidente al depuratore avvenuto oltre due anni fa, procedimento del quale si attende la ripresa dopo la pausa estiva delle udienze. E’ da augurarsi che i responsabili del Tribunale di Caltagirone tengano nella dovuta considerazione la necessità per i cittadini di Mineo di non vedere ulteriormente protratte le esigenze di chiarimento giudiziario di una delle più gravi disgrazie accadute nel proprio territorio, a causa della quale anche la vita civile e politica locali sono da tempo invalidate per il coinvolgimento nel processo di parti della amministrazione comunale.

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[“La Sicilia”, venerdì 10 settembre 2010, p. 37]

CALTAGIRONE. Il procuratore Giordano: «Non sarà facile con 6-7mila procedimenti all’anno»
Da 1º ottobre due soli sostituti

Nella mappa della giustizia in crisi, c’è posto anche per Caltagirone. Nella magistratura requirente non siamo al caso limite di Enna (l’ufficio più disastrato d’Italia con un solo magistrato in procura), ma c’è comunque poco da stare allegri. Dal prossimo 1° ottobre uno dei sostituti (Domenico Canosa) andrà via (trasferito altrove) e il numero dei sostituti procuratori si ridurrà a 2, a fronte di un organico che ne prevede 4 (si tratta, pertanto, di un autentico dimezzamento).
Con il procuratore Francesco Paolo Giordano, i magistrati che comporranno l’ufficio saranno, quindi, appena 3 (2 in meno), con la certezza di rimanere a ranghi ridotti sino al mese di aprile del 2011, quando giungerà a Caltagirone un sostituto procuratore di prima nomina. A lanciare l’allarme è lo stesso dott. Giordano, impegnato in questi giorni, con gli altri magistrati dell’ufficio e con le forze dell’ordine intervenute sui luoghi dei delitti, nel venire definitivamente a capo di due indagini scaturite da altrettanti recenti e gravi fatti di sangue: l’uccisione – a Caltagirone – dell’operatore ecologico Giuseppe Giandinoto e l’omicidio – a Vizzini – di Giuseppe Benvenuto, francofontese «in trasferta».
«Continueremo a fare del nostro meglio, con impegno e spirito di servizio – sottolinea il capo della procura calatina – ma è chiaro che, con l’inevitabile sovraccarico di lavoro che ne deriverà, daremo priorità alle urgenze, mentre altre inchieste segneranno, inevitabilmente, il passo, anche se ci adopereremo per ridurre il più possibile i disagi per la macchina della giustizia. Si tenga conto – aggiunge il procuratore – che il nostro ufficio tratta dai sei ai settemila procedimenti all’anno e ha competenza su un vasto territorio, che è pari a un terzo di quello della provincia di Catania».
I possibili rimedi?
«L’eliminazione alla radice (e non, come adesso, solo in deroga) del divieto per i tirocinanti di andare nelle procure e una ristrutturazione degli uffici giudiziari».

Mariano Messineo

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