Polemiche sul licenziamento al Comune di Caltagirone

Mercoledì 8 settembre 2010 si è svolta una assemblea indetta dai sindacati contro il provvedimento deciso dal Sindaco di Caltagirone nei confronti di un dipendente comunale. Viene contestata la legittimità del provvedimento, definito un atto discriminatorio nonostante il parere espresso dall’organismo di garanzia. In consiglio comunale Mpa e Rifondazione comunista si esprimono a favore del dipendente comunale e alla Provincia di Catania lo stesso ha fatto il consigliere Pdl Gruttadauria.

Dirigente licenziato dal sindaco Caltagirone. I sindacati si ribellano. Domani assemblea al Comune
[“La Sicilia, martedì 7 settembre 2010, p. 37]
Il sindaco di Caltagirone ha licenziato, per il mancato raggiungimento degli obiettivi, il dirigente Pino Erba, a capo del I settore: Ufficio legale, Contratti, Affari generali e demografici. Il provvedimento, notificatogli il 29 agosto, giunge dopo 13 anni di servizio. Cioè dal 1997, anno in cui fu assunto come ragioniere generale. Il sindaco precisa: «Nulla di personale, ma la semplice applicazione di una delle innovazioni introdotte dalla legge Brunetta. La mia è stata una scelta difficile, ma quando si hanno responsabilità pubbliche bisogna avere il coraggio di assumere certe decisioni, anche se dolorose». I sindacalisti di Cgil (Giuseppe Contrafatto), Cisl (Annalda Scaffazzillo), Uil (Giuseppe Randazzo), Csa (Gaetano Altamore), oltre Silpol e Rsa hanno indetto per domani, al Municipio, un’assemblea di tutti i dipendenti. Sindacati che sono pure insorti perché il provvedimento – a loro dire – è avvenuto “senza preavviso”. Le organizzazioni sindacali non condividono il provvedimento, perché «non sussistono i presupposti giuridici. Prova ne è – aggiungono – che, al dirigente, nel 2009, gli fu corrisposta l’indennità di risultato». I sindacati di Cgil e Csa ritengono che «il dirigente non ha potuto raggiungere gli obiettivi, perché gli sono state distratte le somme» e che «il licenziamento può scattare per motivi riconducibili a: recidività, occultamento di fatti, comportamenti aggressivi o calunnie». Il dirigente licenziato ha proposto ricorso dinanzi al giudice del lavoro. «Il dirigente – aggiungono Csa e Cgil – in base all’art. 700 del Cpc, non andava licenziato». Reazioni sono giunte anche dagli ambienti politici. Il segretario di Rifondazione comunista (Prc), Gigi Cascone: «E’ un provvedimento drastico, che non andava adottato». I consiglieri del Mpa, fra cui Luca De Caro, Francesco Failla e Francesco Lirosi, oltre Roberto Gravina (Gruppo misto), hanno chiesto «la convocazione di un Consiglio straordinario, ritenendo il licenziamento un fatto grave e personale».
Conclude il sindaco: «Mi spiace che Prc dimentichi che la politica dei diritti riguardi anche quanti non hanno lavoro. Si è giunti a questa decisione secondo quanto previsto dal contratto dei dirigenti, che lega i rapporti di lavoro al raggiungimento degli obiettivi».

GIANFRANCO POLIZZI

«Un atto discriminatorio» – Caltagirone. Licenziamento Erba: ieri l’assemblea dei dipendenti comunali
[“La Sicilia”, giovedì 9 settembre 2010, p. 45]
Si è svolta – nel salone di rappresentanza Mario Scelba del Municipio di Caltagirone – l’assemblea di tutti i dipendenti comunali, che era stata indetta dai sindacati di Cgil, Cisl, Uil, Csa e Silpol, contro il provvedimento di licenziamento adottato dal sindaco, Francesco Pignataro, nei confronti del dirigente del I settore, Pino Erba.
Alla riunione hanno preso parte un centinaio di lavoratori, a fronte dei circa 250 in organico.
I sindacati hanno lamentato «l’assenza degli altri cinque dirigenti e del personale dell’Utc, che era rappresentato solo da alcune unità».
Prima dell’assemblea, è stato osservato un minuto di raccoglimento, in memoria di Franco Delizia, ex amministratore scomparso improvvisamente.
Subito dopo ha preso la parola la sindacalista della Cisl, Annalda Scaffazzillo che, introducendo i lavori, ha espresso solidarietà al dirigente licenziato, passando poi la parola al sindacalista del Csa, Gaetano Altamore: «Ci siamo fortemente opposti a questo atto discriminatorio adottato dal sindaco. La platea ha indetto un’ora di sciopero (resta da fissare la data) e di sottoscrivere un manifesto pubblico per informare la città sulle azioni illegittime adottate dall’ente».
Sul fronte politico, sono giunte le solidarietà dell’intero gruppo consiliare Mpa, di Rifondazione comunista e del consigliere provinciale, Sergio Gruttadauria.
Conclude il sindaco Francesco Pignataro: «Ribadisco la legittimità del provvedimento assunto e riconosciuto dall’organismo di garanzia. Nulla di personale contro il dott. Erba».
Intanto, nell’era dei social network, attestati di solidarietà stanno giungendo, sia al sindaco, sia al dirigente licenziato.

G.P.

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