Il processo del depuratore riprenderà a fine settembre

 

[“La Sicilia”, mercoledì 21 luglio 2010, p. 39]

Strage di Mineo: ascoltate le mogli di due delle vittime

E’ proseguita ieri mattina – con l’audizione delle mogli di due delle vittime e dei vigili del fuoco della squadra speciale che si occuparono del recupero dei corpi delle vittime – l’istruttoria dibattimentale nel processo che, davanti al Tribunale penale di Caltagirone, vede imputati – a diverso titolo – sette fra amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Mineo e rappresentanti dell’impresa per la strage nel depuratore di Mineo.
Nell’incidente, avvenuto l’11 giugno del 2008, a causa delle esalazioni tossiche formatesi nel pozzetto di ricircolo dei fanghi, morirono i dipendenti comunali Giuseppe Zaccaria, 47 anni, Natale “Giovanni” Sofia, 37, Giuseppe Palermo, 57, e Salvatore Pulici, 37, e due operai della ditta incaricata dell’espurgo, Salvatore Tumino, 47 anni, di Ragusa, e Salvatore Smecca, 47 anni, originario di Gela. Ci avviciniamo alla fase che si preannuncia più interessante: quella dell’esame dei consulenti del pubblico ministero e dei medici legali – con udienze già fissate per la ripresa dalla pausa estiva (il 23 settembre e l’8 ottobre) – per comprendere se nell’impianto si registrarono o meno disfunzioni.
Secondo la Procura di Caltagirone, la morte dei 6 sarebbe stata provocata dalle esalazioni prodotte dallo sversamento illecito nella vasca di idrocarburi dall’autobotte della ditta.

Mariano Messineo

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