Aumenti di tasse per l’agricoltura, alla Provincia interviene La Destra

Fino a oggi il settore delle imprese agricole ha affrontato tasse sul lavoro – oneri previdenziali – di una certa entità che, dal prossimo 31 luglio 2010, potrebbero raddoppiare provocando un aggravamento della crisi nel settore o un incremento del lavoro nero.


Qui di seguito il comunicato stampa del gruppo “La Destra – Con Nello Musumeci per la Provincia” reso pubblico martedì 29 giugno 2010, con il quale si chiede al presidente della Provincia di Catania una proroga per rinviare i suddetti aumenti degli oneri previdenziali:

I consiglieri provinciali del gruppo “Con Nello Musumeci per la Provincia”, Enzo D’Agata, Gaetano Distefano e Giuseppe Mistretta, hanno presentato a Palazzo Minoriti una mozione indirizzata al presidente Giuseppe Castiglione sull’imminente aumento degli obblighi di previdenza per le imprese del settore agrario.
Spiega Giuseppe Mistretta come «il prossimo 31 luglio verrà a scadere l’attuale regime di determinazione degli oneri previdenziali a carico delle imprese agricole. Se non si interverrà prorogandolo, ci si troverà di fronte ad un oneroso incremento, quantificabile nel raddoppio dei suddetti oneri, proprio per quelle imprese ricadenti nelle cosiddette aree svantaggiate, cioè quelle comprese nell’Obiettivo 1».
Appunto per scongiurare un simile scenario il gruppo de La Destra-Alleanza siciliana ha chiesto al presidente Castiglione di intervenire con urgenza e determinazione presso il governo nazionale, affinché adotti ogni necessaria e tempestiva iniziativa per confermare le correnti agevolazioni contributive.
«È infatti assurdo – ha continuato Mistretta – che il temuto aumento giunga proprio in un momento di grave crisi economica per l’intero comparto agricolo, con il crollo dei prezzi di mercato dei vari prodotti già in atto da mesi, l’aumento dei costi di produzione, la riduzione degli occupati e del numero delle imprese, tanto che si parla di una possibile contrazione di 100mila posti di lavoro nell’intera Sicilia. Insomma, senza proroga avremo o l’abbandono di un settore già oltremodo provato o l’aumento del lavoro nero».

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