Un rischio per il cimitero di Mineo

 

di Gino Bonaviri

2010.05.13 – Non sappiamo in quale epoca geologica si sia costituita la collinetta su cui attualmente è situato il nostro cimitero. Si può supporre che la collinetta si sia costituita un milione di anni fa. Da allora il nostro cimitero, malgrado i millenni passati, non ha subito alcun danno.

Dividendo il cimitero in tre parti classifichiamo la parte centrale con la lettera A, la parte che si trova a oriente dove c’è la casa mortuaria con la lettera B, e la parte che si trova a occidente con la lettera C. La parte B che è piena di tombe è soggetta a subire delle frane. Da millenni a questa parte non è successo mai niente e si potrebbe supporre che non succederà mai niente. A San Fratello, che esiste da molto tempo, non è mai successo niente, mentre di recente si sono verificate delle grosse frane che hanno messo in pericolo l’esistenza di alcuni quartieri.
La parte C, per la posizione topografica e per la natura del suo terreno, potrebbe andare incontro a delle grosse frane, che potrebbero mettere in pericolo la stabilità stessa di tutto il cimitero. Speriamo che questo non accada. Tuttavia sotto la casa mortuaria scorre permanentemente una specie di fiumiciattolo che percorre tutto il contorno basale del settore C. Naturalmente questo rigagnolo deve mandare in profondità una certa quantità di acqua, che potrebbe a un certo punto determinare una frana. Tutta l’acqua reflua della parte alta del paese scende attraverso la vallecola che corre accanto alla strada di accesso al cimitero e ciò avviene maggiormente durante il periodo invernale. Questo continuo flusso di acqua non è neutrale, potrebbe infatti determinare alterazioni profonde che potrebbero portare a una frana. Sappiamo che c’è un piano che dovrebbe intervenire e risanare la zona, ma non sappiamo come questo piano è stato concepito, né sappiamo se sarà possibile realizzarlo. Sarebbe conveniente e giusto che quel rigagnolo d’acqua che corre sotto la casa mortuaria e che scorre in permanenza venisse incanalato per tutto il percorso e fatto confluire nella conduttura che porta le acque reflue del paese al depuratore.

 

Ancora sul cimitero

Non sappiamo in quale epoca geologica si sia costituita la colli-netta su cui attualmente è situato il nostro cimitero. Si può supporre che la collinetta si sia costituita un milione di anni fa. Da allora il nostro cimitero, malgrado i millenni passati, non ha subito alcun danno.

Dividendo il cimitero in tre parti classifichiamo la parte centrale con la lettera A, la parte che si trova a oriente dove c’è la casa mortuaria con la lettera B, e la parte che si trova a occidente con la lettera C. La parte B che è piena di tombe è soggetta a subire delle frane. Da millenni a questa parte non è successo mai niente e si potrebbe supporre che non succederà mai niente. A San Fra-tello, che esiste da molto tempo, non è mai successo niente, mentre di recente si sono verificate delle grosse frane che hanno messo in pericolo l’esistenza di alcuni quartieri.

La parte C, per la posizione topografica e per la natura del suo terreno, potrebbe andare incontro a delle grosse frane, che potrebbero mettere in pericolo la stabilità stessa di tutto il cimitero. Speriamo che questo non accada. Tuttavia sotto la casa mortuaria scorre permanente-mente una specie di fiumiciattolo che percorre tutto il contorno basale del settore C. Naturalmente questo ri-gagnolo deve mandare in profondità una certa quantità di acqua, che potrebbe a un certo punto determi-nare una frana. Tutta l’acqua reflua della parte alta del paese scende attraverso la vallecola che corre accanto alla strada di accesso al cimitero e ciò avviene maggiormente durante il periodo invernale. Questo continuo flusso di acqua non è neutrale, potrebbe infatti determinare alterazioni profonde che potrebbero portare a una frana. Sappiamo che c’è un piano che dovrebbe intervenire e risanare la zona, ma non sappiamo come questo piano è stato concepito, né sappiamo se sarà possibile realizzarlo. Sarebbe conveniente e giusto che quel rigagnolo d’acqua che corre sotto la casa mortuaria e che scorre in permanenza venisse incanalato per tutto il percorso e fatto confluire nella conduttura che porta le acque reflue del paese al depuratore.

Il comune di Mineo e la raccolta differenziata

La domanda che noi ci poniamo è in che modo è sorto “Kalat Ambiente”. È sorto per caso per generazione spontanea o i comuni interessati hanno avuto l’interesse che Kalat Ambiente sorgesse e finalmente affrontasse per risolverla la questione della raccolta differenziata delle immondizie?

Non sappiamo esattamente qual’è la percentuale dei cittadini che a Mineo collaborano alla raccolta differenziata, in merito non sappia-mo niente di preciso e non lo sappiamo noi cittadini. Kalat Ambiente non è mai venuta a Mineo per informarci sullo stato della rac-colta differenziata. Tutto fa supporre che la raccolta differenziata può interessare al massimo il 5-6% della popolazione. Infatti pare che gli operatori ecologici ammucchino sia l’organico che la carta, la plastica, il vetro.

Perché la raccolta differenziata possa raggiungere delle percentuali piuttosto elevate è necessario non solo fare la raccolta porta per porta, ma soprattutto coinvolgere i citta-dini in tale raccolta. Se tutta la carta, la plastica, il vetro, fino all’ultimo pezzettino, potessero essere raccolti e si potessero riciclare, si dovrebbe ottenere qualche cosa, che potrebbe avere una conseguenza positiva sui cittadini che si ve-drebbero ridotta la tassa sulla raccolta dei rifiuti, Tarsu. Kalat Ambiente in merito che cosa fa? Se la raccolta c’è, la domanda è questa: Kalat Ambiente col riciclaggio del materiale raccolto quanto ricava? Quello che pagano i cittadini di Tarsu a quanti milioni ammonta? A quanti milioni ammonta il ricavato della raccolta differenziata? Il punto è questo, noi cittadini pretendiamo che il Comune in merito ci informi in maniera adeguata. Allora potrem-mo sapere in che modo partecipare con impegno alla raccolta diffe-renziata.

Quali prospettive per l’asilo nido?

Corre voce a Mineo che si vuole raddoppiare o aumentare in maniera notevole la retta che i familiari pagano per i bambini che vanno all’asilo nido. Sappiamo che i bambini che vanno all’asilo nido pagano una retta di trenta euro al mese. Tale retta può sembrare una piccola somma ma sulle difficoltà in cui vivono i cittadini pesa notevolmente e quindi si spiega perché il numero dei bambini è ridotto a trenta unità. Se la retta non esistesse o se si potesse ridurre, molto proba-bilmente il numero dei bambini che andrebbero all’asilo nido aumenterebbe e potrebbe anche raddoppiare. La qual cosa avrebbe un carattere positivo per coloro che vanno a lavorare all’asilo nido, che pare siano una decina di persone. Se il numero dei bambini dovesse aumentare del doppio, si porrebbe il problema di aumentare il personale e ciò darebbe lavoro a altre persone che hanno difficoltà a trovare lavoro. Vale proprio la pena aumentare la retta o non sarebbe più giusto ridurla e creare possibilità di lavoro per altre persone?

La domanda che noi ci poniamo è se esiste un pensiero sociale dei comuni. Infatti coloro che vivono nei nostri comuni hanno difficoltà a vivere e molti giovani sono costretti a andare via. Una famiglia che paga l’Ici, il Tarsu, l’acqua, se dovesse trovarsi in difficoltà a pagare, la si potrebbe costringere a vendere la casa e quindi a ridursi in condizioni difficili. In che modo il Comune obiettivamente può intervenire a favore di quelli che si trovano in difficoltà a pagare?

Gino Bonaviri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...