Processo di Mineo – No a richiesta della Provincia di costituirsi parte civile

L’udienza dell’11 maggio 2010 ha visto definire quali soggetti sono stati ammessi nel processo come parte civile (no alla Provincia di Catania, sì per Inail e Comune di Mineo) e fissare la prossima udienza al giorno 8 giugno. E’ pertanto saltata l’udienza precedentemente fissata al 1 giugno.

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[“La Sicilia”, mercoledì 12 maggio 2010]

No, da parte del collegio (che ha pertanto ritenuto mancanti i presupposti sostanziali – vale a dire l’asserita lesione degli interessi della comunità provinciale – che l’avrebbero giustificata) alla costituzione di parte civile della Provincia regionale di Catania nel processo che, davanti al Tribunale penale di Caltagirone (presidente Angelo Costanzo; giudici a latere Aurora Russo e Rossana Taverna), vede imputati – a diverso titolo – sette fra amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Mineo e rappresentanti dell’impresa per la strage nel depuratore di Mineo.
Nell’incidente, avvenuto l’11 giugno del 2008, a causa delle esalazioni tossiche formatesi nel pozzetto di ricircolo dei fanghi, morirono i dipendenti comunali Giuseppe Zaccaria, 47 anni, Natale “Giovanni” Sofia, 37, Giuseppe Palermo, 57, e Salvatore Pulici, 37, e due operai della ditta incaricata dell’espurgo, Salvatore Tumino, 47 anni, di Ragusa, e Salvatore Smecca, 47 anni, di Gela.
Una vera tragedia, che ha distrutto sei famiglie (che soltanto adesso cercano, anche se lentamente, di riprendere a vivere) e che difficilmente potrà mai essere dimenticata da quanti hanno vissuto, anche indirettamente, quegli accadimenti.
Nell’udienza, svoltasi ieri pomeriggio, i giudici hanno ammesso, invece, la costituzione di parte civile dell’Inail e del Comune di Mineo, che nel processo figura anche come responsabile civile. Respinta, invece, per ragioni di economia processuale (per consentire, cioè, al processo di proseguire speditamente) la richiesta – che era stata avanzata dalle parti civili – di un termine per citare in giudizio l’assicurazione della ditta incaricati dell’espurgo (la Carfì Servizi).
Prossima udienza l’8 giugno  con la relazione introduttiva della pubblica accusa (rappresentata sia dal procuratore della Repubblica Francesco Paolo Giordano, sia dal sostituto Sabrina Gambino), e l’ammissione dei vari mezzi di prova.

M. M.

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