Lettera aperta all’Assessore allo Sport, Spettacolo e Politiche Giovanili del Comune di Mineo


Caro Assessore,
poche settimane fa, in sede di consiglio, Lei assicurava un intervento da parte del comune per ripristinare la copertura della struttura geodetica e rendere la struttura finalmente fruibile entro settembre 2010.


Questa dichiarazione ha innescato una ridda di ricordi su di un passato non troppo lontano in cui lo sport giovanile era fiore all’occhiello del paese, non solo per i risultati conseguiti (la squadra femminile riuscì a raggiungere la serie D), ma soprattutto perché le squadre rappresentavano un polo di attrazione per i ragazzi, una realtà aggregativa sana e seria.

Tanti sono i bei ricordi di quei pomeriggi tra risate e sane sudate e tanto è anche il dispiacere di sapere morta quella realtà, di sapere che i ragazzi di Mineo, quegli stessi ragazzi che da molti vengono usati in campagna elettorale come “il nostro futuro” oggi a Mineo non hanno nulla.
Nessuna struttura veramente fruibile, funzionante o facilmente raggiungibile (per arrivare al campo della Nunziata si deve essere motorizzati, Lei lo sa bene).
Nessuna manifestazione, gioco, possibilità che possa catturare il loro interesse e strapparli dall’abbrutimento da TV.
Quei pochi ragazzi che vogliono fare qualcosa sono costretti a viaggiare verso Caltagirone o Palagonia o peggio ancora si pensa di privarli delle strutture (si veda la squadra di pallavolo), quasi a punire l’energia e la voglia di vita di questi ragazzi, a riportarli nei ranghi di apatia e autolesionismo in cui tutto il paese versa ormai da anni.
È questo ciò che Lei e i Suoi colleghi volete? Inaridire quel poco di vita che ancora anima questo paese? Pensiamo, speriamo di no.
Piccole cose possono essere fatte per lo sport a Mineo, anche con spese minime che non dissanguino le casse del Comune che, come ci è stato ripetuto fino alla nausea, sono tristemente vuote: riaprire il campetto della fuoriporta, rendere fruibili i campi delle scuole medie anche nel pomeriggio, organizzare tornei di pallacanestro 3 contro 3 come si faceva (con successo) alcuni anni fa. Tutto questo ovviamente costa tempo, fatica e dedizione ma i risultati, sia pur non eclatanti, possono contribuire al miglioramento della qualità della vita di tutta la comunità, sempre ammesso che il bene collettivo stia veramente a cuore di chi ci amministra. Ci auguriamo che questa lettera possa essere uno stimolo e un augurio per il Suo operato futuro per il bene del paese.

Nella e Graziella Roccuzzo, 10 maggio 2010

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