L’energia del vento è una risorsa per Mineo

2010.05.07 – Dialogo con Gregorio Roccuzzo, tecnico capoarea della Ivpc sulla storia dei parchi eolici a Mineo e sulle possibilità future delle energie alternative nel territorio del comune di Mineo.

LV – Quando ha avuto inizio l’attenzione dell’Amministrazione di Mineo nei confronti delle energie alternative e verso le opportunità economiche connesse?

GR – Più o meno a partire dal 2002. In un primo momento la ditta Ivpc, che poi ha realizzato il parco eolico Mineo-Militello-Vizzini, era interessata a verificare l’esistenza di condizioni adatte, in particolare la quantità di vento medio durante l’anno. Di conseguenza sono stati installati alcuni anemometri che hanno misurato per molti mesi i venti. Inoltre si doveva vedere se esistevano vincoli di vario genere e se per alcune aree sarebbe stato possibile installare le pale. Dopo questa prima fase definita “studio di fattibilità”, anche secondo il parere della Regione che tende a evitare la concentrazione dei parchi eolici solo su alcune aree, si è individuato come ottimale il territorio che si trova tra Mineo, Vizzini e Militello. Dei complessivi cinquanta megawatt che rappresentano il potenziale produttivo del parco, dodici ricadono nel territorio di Mineo e queste undici turbine, a causa delle condizioni locali meno favorevoli per quanto riguarda la produzione di energia e la conseguente redditività, producono meno delle altre che si trovano nei territori di Vizzini e Militello.
Per portare avanti il progetto era necessario avanzare una proposta ai tre sindaci. Per quanto riguarda Mineo l’allora sindaco Mirata ha esaminato con attenzione il caso, interessandosi in particolare su quali avrebbero potuto essere i benefici che l’installazione delle turbine avrebbe portato a Mineo. Tali benefici erano di varia natura: innanzitutto una percentuale sul ricavato della vendita dell’energia prodotta dalle turbine; inoltre ricadute occupazionali a tempo determinato e indeterminato connesse ai lavori per opere secondarie quali strade d’accesso ecc., nonché alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle turbine.
Vista la risposta esauriente alle sue domande, la giunta Mirata ha espresso parere favorevole al progetto impegnando il Comune di Mineo con un contratto della durata di trent’anni – quindici con tacito rinnovo per altri quindici – e ha aiutato per quanto di sua competenza la realizzazione del parco eolico. Parere favorevole è arrivato anche dall’Ufficio Tecnico del Comune e in seguito dai proprietari dei terreni dove si ipotizzava di installare le turbine. Lo stesso si dica per gli altri organismi competenti, quali Provincia di Catania, Regione e Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ai proprietari che hanno affittato il terreno è andata una cifra annuale fissa, che è stata oggetto di contrattazione caso per caso. In poche occasioni i proprietari hanno venduto i terreni alla ditta. In nessun caso si è reso necessario l’intervento delle Istituzioni per avviare procedure di esproprio.
Nel marzo del 2005 il parco eolico è entrato in funzione.

LV – Questo primo parco eolico oggi a chi appartiene?

GR – Nel 2007 la Ivpc ha venduto il parco eolico Mineo-Vizzini-Militello alla International Power Maestrale, un’azienda con base in Gran Bretagna, mantenendo però la gestione e la manutenzione dello stesso parco. Va sottolineato in premessa che il passaggio di proprietà non ha modificato in alcun modo gli accordi precedentemente stabiliti con il Comune di Mineo. In pochi anni si è visto che i grandi investimenti necessari per sviluppare il settore delle energie alternative richiedono la presenza di grandi aziende. L’azienda acquirente è al momento, con un potenziale produttivo di seicento megawatt sul territorio italiano, il primo produttore di energie alternative nel nostro paese. In prospettiva, soprattutto a seguito delle nuove linee di indirizzo elaborate dall’Unione Europea, sono previsti ulteriori investimenti nel settore delle energie alternative e questa azienda è in società con la Erg di Priolo, che si occupa della realizzazione di nuovi pannelli solari a concentrazione (“progetto Archimede”).
Per quanto riguarda il parco eolico Mineo-Vizzini-Militello è allo studio un piccolo ampliamento di ca. cinque turbine, che ancora non si sa in quale Comune si dovrebbero installare.

LV – Ci sono dei cantieri per la costruzione di un parco eolico nella zona di Borgo Lupo. Al momento, sul terreno si vedono alcune basi per torri eoliche del tipo a colonna metallica, ma ancora nessuna torre è stata montata. Cercando informazioni in rete si legge che l’azienda titolare del progetto è la Veronagest, che nell’estate 2009 ha firmato un contratto per la costruzione del “Parco Eolico Mineo” con alcune banche finanziatrici. Il parco si compone di cinquanta “aerogeneratori” per una potenza complessiva di 42,5 megawatt, la spesa prevista è di 64,1 milioni di Euro. Il cantiere non è però gestito direttamente dalla Veronagest, ma dalla Gamesa, una società che si occupa specificamente dell’installazione di parchi eolici.

GR – Negli ultimi anni ci sono stati forti ritardi e rallentamenti a causa di difficoltà finanziarie della ditta che sta facendo i lavori. È l’ultima di una serie di piccole aziende che hanno acquisito il progetto per poi cederlo a altri prima che fosse completato. Anche la Ivpc all’inizio si era interessata a quest’area ma poi si è presentata un’occasione più vantaggiosa a Giarratana, nella zona di Monte Lauro in provincia di Ragusa, dove la quantità di vento è molto maggiore.
Il parco eolico di Borgo Lupo è un’opportunità economicamente molto interessante per il Comune di Mineo, se gli amministratori si impegneranno al riguardo. Rispetto alla strada seguita in passato, ossia il contratto che dà al Comune una piccola percentuale sui guadagni, ne esiste una diversa.
Il bilancio del nostro Comune parla chiaro: a fronte di ca. cinque milioni di euro l’anno, la metà servono agli stipendi dei dipendenti, altri soldi se ne vanno in spese varie e per gli investimenti rimane ben poco. In Italia ci sono buoni esempi di cogestione che si possono seguire: un comune della Toscana [Peccioli, N.d.R.] ha organizzato la propria discarica sotto forma di società partecipata dagli abitanti, che sono diventati azionisti di una vera e propria azienda che guadagna sull’immondizia degli altri comuni. In altri casi come a Sesto San Giovanni sono i termovalorizzatori a dare un reddito al comune, che può così produrre ricchezza e non dipendere esclusivamente dai trasferimenti di denaro che lo Stato, la Regione ecc. va riducendo sempre più. Il Comune ha la possibilità di farsi garante in prima persona del progetto nei confronti di soggetti pubblici erogatori del credito e, in un secondo tempo, sarebbe chiamato a gestire il parco insieme al soggetto privato portando nelle casse comunali ricavi di gran lunga maggiori rispetto alle piccole percentuali stabilite per contratto sul parco Mineo-Militello-Vizzini. Questo tema a Mineo è stato presente nell’ultima campagna elettorale, durante la quale circolava lo slogan “la ricchezza sta nell’aria”, ma finora l’Amministrazione Castania non pare aver dato un seguito visibile alla cosa. Il Comune continua a avere un ruolo di soggetto passivo nel rapporto con le imprese, occorre invece che riprenda forza l’ipotesi di una partecipazione pubblica attiva e da protagonista, per esempio attraverso una cooperativa mista pubblico-privato gestita dal Comune. Non mancano esempi di comuni che hanno fatto investimenti e sono proprietari di fonti energetiche alternative, in particolare parchi di pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità dal sole. Con il passare degli anni si è costituito un certo bagaglio di esperienza che è precondizione per affrontare queste tematiche e anche per negoziare con i soggetti privati ottenendo per il territorio vantaggi maggiori che in passato. Questa è una grande occasione e perderla farebbe ricadere su chi è alla guida di Mineo una pesante responsabilità per lo spopolamento, il mancato benessere e il perdurare delle difficoltà economiche del territorio, che non ha visto buoni risultati nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e del commercio. Altrove come a Caltagirone, dove si è da poco avuta l’incentivazione per i pannelli fotovoltaici, gli amministratori dimostrano grande sensibilità e competenza sull’argomento delle energie rinnovabili.

LV – Ci sono altri progetti di impianti che potrebbero coinvolgere il territorio di Mineo?

GR – C’è una convenzione tra il Comune di Mineo e la società 3G per un progetto di parco eolico al confine con Caltagirone, sarà da vedere anche qui come procederanno i permessi, i finanziamenti ecc. Sul territorio non sembra vi siano altre aree adatte e prive di vincoli per altri parchi eolici. Maggiori possibilità offrirebbe invece lo sviluppo di parchi fotovoltaici, con l’installazione di pannelli; tempo fa era allo studio un progetto per quaranta megawatt di pannelli fotovoltaici tra Mineo e Ramacca, vedremo se si realizzerà. Se le informazioni che ho corrispondono al vero, l’affitto di mille e cinquecento metri quadrati di terreno per una “serra fotovoltaica” frutta al proprietario cinquemila euro l’anno.
Tornando alla proposta di cogestione tra pubblico e privato, il coinvolgimento del Comune permetterebbe di accedere a risorse statali per gli investimenti. Una volta finanziato il progetto, il cantiere in pochi mesi metterebbe in funzione gli impianti ed entro pochi anni la spesa iniziale sarebbe ripagata. Occorre però che si manifesti da parte degli amministratori una chiara volontà in tal senso, capace di accettare la sfida della creazione di ricchezza per la collettività piuttosto che accontentarsi di sopravvivere mentre soggetti economici privati fanno i propri legittimi interessi. A fronte di una ottimistica resa di centomila euro annui per il Comune in base agli accordi a percentuale, la cogestione porterebbe introiti molto più elevati con la vendita dell’energia prodotta alla società Terna. Si parla di cinque milioni di euro l’anno, dai quali detrarre un milione per le spese di gestione, manutenzione delle macchine, contabilità ecc. Sono preferibili centomila euro o quattro milioni ogni anno, per dare un futuro a Mineo? A volte è meglio la gallina domani che l’uovo oggi…

Leone Venticinque

Dialogo con Gregorio Roccuzzo, tecnico capoarea della Ivpc.

LV – Quando ha avuto inizio l’attenzione dell’Amministrazione di Mineo nei confronti delle energie alternative e verso le opportunità economiche connesse?

GR – Più o meno a partire dal 2002. In un primo momento la ditta Ivpc, che poi ha realizzato il parco eolico Mineo-Militello-Vizzini, era interessata a verificare l’esistenza di condizioni adatte, in particolare la quantità di vento medio durante l’anno. Di conseguenza sono stati installati alcuni anemometri che hanno misurato per molti mesi i venti. Inoltre si doveva vedere se esistevano vincoli di vario genere e se per alcune aree sarebbe stato possibile installare le pale. Dopo questa prima fase definita “studio di fattibilità”, anche secondo il parere della Regione che tende a evitare la concentrazione dei parchi eolici solo su alcune aree, si è individuato come ottimale il territorio che si trova tra Mineo, Vizzini e Militello. Dei complessivi cinquanta megawatt che rappresentano il potenziale produttivo del parco, dodici ricadono nel territorio di Mineo e queste undici turbine, a causa delle condizioni locali meno favorevoli per quanto riguarda la produzione di energia e la conseguente redditività, producono meno delle altre che si trovano nei territori di Vizzini e Militello.

Per portare avanti il progetto era necessario avanzare una proposta ai tre sindaci. Per quanto riguarda Mineo l’allora sindaco Mirata ha esaminato con attenzione il caso, interessandosi in particolare su quali avrebbero potuto essere i benefici che l’installazione delle turbine avrebbe portato a Mineo. Tali benefici erano di varia natura: innanzitutto una percentuale sul ricavato della vendita dell’energia prodotta dalle turbine; inoltre ricadute occupazionali a tempo determinato e indeterminato connesse ai lavori per opere secon-darie quali strade d’accesso ecc., nonché alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle turbine.

Vista la risposta esauriente alle sue domande, la giunta Mirata ha espresso parere favorevole al progetto impegnando il Comune di Mineo con un contratto della durata di trent’anni – quindici con tacito rinnovo per altri quindici – e ha aiutato per quanto di sua competenza la realizzazione del parco eolico. Parere favorevole è arrivato anche dall’Ufficio Tecnico del Comune e in seguito dai pro-prietari dei terreni dove si ipotizzava di installare le turbine. Lo stesso si dica per gli altri organismi compe-tenti, quali Provincia di Catania, Regione e Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ai proprietari che hanno affittato il terreno è andata una cifra annuale fissa, che è stata ogget-to di contrattazione caso per caso. In poche occasioni i proprietari hanno venduto i terreni alla ditta. In nessun caso si è reso necessario l’intervento delle Istituzioni per avviare procedure di esproprio.

Nel marzo del 2005 il parco eolico è entrato in funzione.

LV – Questo primo parco eolico oggi a chi appartiene?

GR – Nel 2007 la Ivpc ha venduto il parco eolico Mineo-Vizzini-Militello alla International Power Maestrale, un’azienda con base in Gran Bretagna, mantenendo però la gestione e la manutenzione dello stesso parco. Va sottolineato in premessa che il passaggio di proprietà non ha modificato in alcun modo gli accordi precedentemente stabiliti con il Comune di Mineo. In pochi anni si è visto che i grandi investi-menti necessari per sviluppare il settore delle energie alternative ri-chiedono la presenza di grandi aziende. L’azienda acquirente è al momento, con un potenziale produt-tivo di seicento megawatt sul territorio italiano, il primo pro-duttore di energie alternative nel nostro paese. In prospettiva, soprat-tutto a seguito delle nuove linee di indirizzo elaborate dall’Unione Europea, sono previsti ulteriori investimenti nel settore delle energie alternative e questa azienda è in società con la Erg di Priolo, che si occupa della realizzazione di nuovi pannelli solari a concentrazione (“progetto Archimede”).

Per quanto riguarda il parco eolico Mineo-Vizzini-Militello è allo studio un piccolo ampliamento di ca. cinque turbine, che ancora non si sa in quale Comune si dovrebbero installare.

LV – Ci sono dei cantieri per la costruzione di un parco eolico nella zona di Borgo Lupo. Al momento, sul terreno si vedono alcune basi per torri eoliche del tipo a colonna metallica, ma ancora nessuna torre è stata montata. Cercando informazioni in rete si legge che l’azienda titolare del progetto è la Veronagest, che nell’estate 2009 ha firmato un contratto per la costruzione del “Parco Eolico Mineo” con alcune banche finanziatrici. Il parco si compone di cinquanta “aerogeneratori” per una potenza complessiva di 42,5 megawatt, la spesa prevista è di 64,1 milioni di Euro. Il cantiere non è però gestito direttamente dalla Veronagest, ma dalla Gamesa, una società che si occupa specificamente dell’instal-lazione di parchi eolici.

GR – Negli ultimi anni ci sono stati forti ritardi e rallentamenti a causa di difficoltà finanziarie della ditta che sta facendo i lavori. È l’ultima di una serie di piccole aziende che hanno acquisito il progetto per poi cederlo a altri prima che fosse comple-tato. Anche la Ivpc all’inizio si era interessata a quest’area ma poi si è presentata un’occasione più vantaggiosa a Giarratana, nella zona di Monte Lauro in provincia di Ragusa, dove la quantità di vento è molto maggiore.

Il parco eolico di Borgo Lupo è un’opportunità economicamente molto interessante per il Comune di Mineo, se gli amministratori si impegneranno al riguardo. Rispetto alla strada seguita in passato, ossia il contratto che dà al Comune una piccola percentuale sui guadagni, ne esiste una diversa.

Il bilancio del nostro Comune parla chiaro: a fronte di ca. cinque milioni di euro l’anno, la metà servono agli stipendi dei dipendenti, altri soldi se ne vanno in spese varie e per gli investimenti rimane ben poco. In Italia ci sono buoni esempi di cogestione che si possono seguire: un comune della Toscana [Peccioli, N.d.R.] ha organizzato la propria discarica sotto forma di società partecipata dagli abitanti, che sono diventati azionisti di una vera e propria azienda che guadagna sull’immondizia degli altri comuni. In altri casi come a Sesto San Giovanni sono i termovalorizzatori a dare un reddito al comune, che può così produrre ricchezza e non dipendere esclusivamente dai trasferi-menti di denaro che lo Stato, la Regione ecc. va riducendo sempre più. Il Comune ha la possibilità di farsi garante in prima persona del progetto nei confronti di soggetti pubblici erogatori del credito e, in un secondo tempo, sarebbe chiamato a gestire il parco insieme al soggetto privato portando nelle casse comunali ricavi di gran lunga maggiori rispetto alle piccole percentuali stabilite per contratto sul parco Mineo-Militello-Vizzini. Questo tema a Mineo è stato presente nell’ultima campagna elettorale, durante la quale circolava lo slogan “la ricchezza sta nell’aria”, ma finora l’Amministrazione Casta-nia non pare aver dato un seguito visibile alla cosa. Il Comune continua a avere un ruolo di soggetto passivo nel rapporto con le imprese, occorre invece che riprenda forza l’ipotesi di una partecipazione pub-blica attiva e da protagonista, per esempio attraverso una cooperativa mista pubblico-privato gestita dal Comune. Non mancano esempi di comuni che hanno fatto investimenti e sono proprietari di fonti energetiche alternative, in particolare parchi di pannelli fotovoltaici per la produ-zione di elettricità dal sole. Con il passare degli anni si è costituito un certo bagaglio di esperienza che è precondizione per affrontare queste tematiche e anche per negoziare con i soggetti privati ottenendo per il territorio vantaggi maggiori che in passato. Questa è una grande occa-sione e perderla farebbe ricadere su chi è alla guida di Mineo una pesante responsabilità per lo spopo-lamento, il mancato benessere e il perdurare delle difficoltà economiche del territorio, che non ha visto buoni risultati nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e del commercio. Altrove come a Caltagirone, dove si è da poco avuta l’incentivazione per i pannelli fotovoltaici, gli amministra-tori dimostrano grande sensibilità e competenza sull’argomento delle energie rinnovabili.

LV – Ci sono altri progetti di impianti che potrebbero coinvolgere il territorio di Mineo?

GR – C’è una convenzione tra il Comune di Mineo e la società 3G per un progetto di parco eolico al confine con Caltagirone, sarà da vedere anche qui come procederanno i permessi, i finanziamenti ecc. Sul territorio non sembra vi siano altre aree adatte e prive di vincoli per altri parchi eolici. Maggiori possibilità offrirebbe invece lo sviluppo di parchi fotovoltaici, con l’installazione di pannelli; tempo fa era allo studio un progetto per quaranta megawatt di pannelli fotovoltaici tra Mineo e Ramacca, vedremo se si realizzerà. Se le informazioni che ho corrispondono al vero, l’affitto di mille e cinquecento metri quadrati di terreno per una “serra fotovoltaica” frutta al proprietario cinquemila euro l’anno.

Tornando alla proposta di cogestione tra pubblico e privato, il coinvolgimento del Comune permet-terebbe di accedere a risorse statali per gli investimenti. Una volta finanziato il progetto, il cantiere in pochi mesi metterebbe in funzione gli impianti ed entro pochi anni la spesa iniziale sarebbe ripagata. Occorre però che si manifesti da parte degli amministratori una chiara volontà in tal senso, capace di accet-tare la sfida della creazione di ricchezza per la collettività piuttosto che accontentarsi di sopravvivere mentre soggetti economici privati fanno i propri legittimi interessi. A fronte di una ottimistica resa di centomila euro annui per il Comune in base agli accordi a percentuale, la cogestione porterebbe introiti molto più elevati con la vendita dell’ener-gia prodotta alla società Terna. Si parla di cinque milioni di euro l’anno, dai quali detrarre un milione per le spese di gestione, manutenzione delle macchine, contabilità ecc. Sono preferibili centomila euro o quattro milioni ogni anno, per dare un futuro a Mineo? A volte è meglio la gallina domani che l’uovo oggi…

Leone Venticinque

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