Crisi delle arance: ancora da pagare gli aiuti per la gelata del 2008?

Qui di seguito le valutazioni espresse dal Consigliere provinciale Giuseppe Mistretta a proposito della crisi delle arance e dei recenti provvedimenti varati dalla Regione Sicilia.

Crisi agricoltura, la “spremuta umanitaria” è un palliativo,occorre portare il caso a Roma e Bruxelles

12 marzo 2010

Non si placa il dibattito sulla crisi agraria in atto in Sicilia. Dopo l’incontro di qualche giorno fa tra i capigruppo del Consiglio Provinciale di Catania e un alto funzionario della Regione, è intervenuto il presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Leonardi, che ha garantito «il massimo impegno per rinvenire tutte le soluzioni possibili al dramma che gli agricoltori e i braccianti stanno vivendo». «È mia ferma intenzione portare il caso a Roma e a Bruxelles – ha evidenziato Leonardi – cominciando da un incontro che sto caldeggiando tra una delegazione consiliare e la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Poi parleremo con il ministro Luca Zaia e cercheremo di ottenere dalla Commissione Europea il riconoscimento della crisi di mercato, che ovviamente comporta degli aiuti comunitari».Per il consigliere del gruppo “Con Nello Musumeci per la Provincia” Giuseppe Mistretta, presidente della seconda Commissione consiliare, la strada per uscire dalla crisi ancora è lunga, ma non è difficile individuare i passi concreti da porre in essere il prima possibile. «Pur apprezzando – ha dichiarato Mistretta – lo sforzo fatto dalla Regione sul bando per il ritiro di 50mila tonnellate di agrumi da destinare alla produzione di succhi di frutta per le aree del pianeta interessate da emergenze umanitarie, è chiaro come tale misura non possa assolutamente bastare». «Anche perché – ha continuato – il bando originariamente prevedeva per le aziende sotto i 10 ettari, ossia la stragrande maggioranza, una possibilità di conferimento di 50 quintali per ettaro, ma, considerato l’alto numero di domande giunto all’assessorato regionale, la possibilità di conferimento si è ridotta del 48% rispetto al massimo previsto dal bando».
La “spremuta umanitaria”, quindi, è del tutto insufficiente anche solo a dare un minimo di respiro agli imprenditori. «Perché – ha spiegato il consigliere de La Destra-As – se da 50 quintali si passa a 26 per ettaro, considerando come un ettaro di agrumeto produca 300 quintali di arance, appare chiaro come la misura adottata sia destinata a rivelarsi del tutto inutile. Le arance vengono infatti pagate dalla Regione 21 centesimi al chilo, cui vanno tolti circa 7 centesimi per la raccolta e la consegna. Insomma, alla fine l’agricoltore incasserà 364 euro per ettaro, praticamente una miseria».
Quale soluzione privilegiare, allora? «Occorre dare la priorità al pagamento delle pratiche inerenti tutte le calamità pregresse – ha concluso Mistretta –visto che sono istruite da anni e liquidabili subito. Soprattutto quelle relative le gelate del febbraio 2008, ossia i contributi per la potatura straordinaria che all’epoca si rese necessaria. Questa sì che sarebbe una misura idonea a contrastare la pessima congiuntura corrente».

[fonte]

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