Operazione settimo cerchio

[fonte]

2010.03.12

Cominciati gli interrogatori degli arrestati, che respingono le accuse. Oggi sarà sentito nel carcere di Voghera, dove si trova detenuto, il presunto capo della banda.

Si sono svolti ieri, nel carcere di Caltagirone, gli interrogatori di due degli indagati nell’ambito di «Settimo cerchio», l’operazione – coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltagirone – con cui, all’’alba di ieri l’altro, i carabinieri della compagnia di Palagonia, i militari della Guardia di finanza e gli agenti della polizia stradale di Caltagirone hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’usura e alle estorsioni.

Sono stati sentiti dal Gip, Salvatore Acquilino, Salvatore Villeggiante, 40 anni, contitolare di un autosalone di Caltagirone, e Salvatore D’Amico, 42 anni, di Palagonia, ma residente a Scordia. Salvatore Villeggiante, difeso dall’avvocato Massimo Favara, ha negato ogni addebito, fornendo la propria versione dei fatti. «Non c’entro nulla – ha detto – né con qualsivoglia organizzazione criminale, né con i prestiti a usura di cui sono accusato». Anche D’Amico, assistito dall’avvocato Giuseppe Ivo Russo, si è professato innocente, sostenendo la propria «assoluta estraneità sia per ciò che attiene all’appartenenza a eventuali bande, sia per quanto riguarda attività usuraie». Entrambi i legali ricorreranno al Tribunale della libertà. E’ atteso per stamani alle 10, nel carcere di Voghera in cui l’uomo si trova detenuto (era fuori per l’acquisto di alcune autovetture e si è costituito dopo avere appreso del provvedimento emesso nei suoi confronti), l’interrogatorio di Giuseppe Villeggiante (anch’egli difeso dall’avvocato Favara), 49 anni, fratello di Salvatore e indicato dagli inquirenti come il capo della presunta banda. Intanto, già nelle prossime ore il numero degli arrestati potrebbe salire a 13. Infatti, Salvatore D’Agostino, 38 anni di Niscemi, ma in Germania per motivi di lavoro, è stato rintracciato e potrebbe costituirsi a breve. L’uomo è indicato come il prestanome dell’organizzazione e l’intestatario di conti correnti su cui, secondo l’accusa, sarebbero state fatte transitare somme riconducibili all’attività dei cravattari. Il coordinatore provinciale delle associazioni antiracket e antiusura – sistema Confcommercio, Claudio Risicato, sottolinea «l’encomiabile lavoro di forze dell’ordine e magistratura», stigmatizza «l’assenza di segnali, da parte del governo nazionale e del sistema bancario, a favore delle piccole e medie imprese», e ricorda che «chi è vittima dell’usura ha una sola strada: la denuncia». Un plauso anche da Salvo Politino, direttore Confesercenti Catania: «Si tratta di un risultato che rende più sicuro il nostro territorio e dà più forza alle istituzioni impegnate a contrastare la criminalità e l’illegalità».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...