Uccidono a coltellate la “nipotina della vergogna”

di Alfio Sciacca, “Corriere della Sera”, 1995.11.26, p. 1, 13

Catania: arrestati genitori e sorella della ragazza che aveva partorito in casa

CATANIA . Uccisa cinque minuti dopo il parto e abbandonata in un cassonetto della spazzatura. Un terribile infanticidio che sarebbe stato commesso dallo stesso nucleo familiare di una ragazza madre di Mineo. Ma la verita’ e’ presto venuta a galla e ieri sera sono finiti in carcere padre, madre e sorella di Agrippina Morselli, 19 anni. Lei invece e’ ricoverata in ospedale: gli inquirenti dovranno accertare se e’ stata vittima o complice nell’omicidio della figlia. Sono stati i medici dell’ ospedale a far scattare le indagini. I familiari avevano denunciato un aborto spontaneo. Ma qualche ora dopo sono stati arrestati in prossimita’ del cassonetto dove avevano abbandonato la neonata: stavano cercando di prelevare il corpicino per portarlo altrove.

Atroce nel Catanese: arrestati genitori e sorella della puerpera. Il corpicino gettato nella spazzatura

Neonata trucidata dai nonni

Era ” frutto della vergogna ” : la mamma non era sposata

MINEO (Catania) . Cinque minuti dopo il parto e’ stata uccisa con un coltello da cucina, e quindi buttata in un cassonetto della spazzatura. Cosi’ una famiglia piccolo borghese di Mineo ha tolto di mezzo la “figlia della colpa e della vergogna”. Responsabile dell’ infanticidio sarebbero infatti i componenti del nucleo familiare della madre della neonata. Con questa terribile accusa sono finiti in carcere Giuseppe Morselli, 48 anni, la moglie Giuseppina Aloisi, 41, e Carlema Morselli, 21, rispettivamente padre, madre e sorella di Agrippina, 19 anni che ieri mattina ha dato alla luce la bambina e che ora e’ ricoverata in ospedale. Ieri pomeriggio erano stati gli stessi familiari ad accompagnare Agrippina al Pronto soccorso a seguito di una emorraggia post parto. E sarebbe stato questo particolare ad insospettire i medici e a fare scattare le indagini. La ragazza ha partorito in casa, dopo una gravidanza regolare. Ma subito dopo sarebbe scattato il mostruoso piano per cancellare quella che agli occhi dei genitori doveva sembrare una terribile vergogna, visto che la ragazza non e’ sposata. Questa almeno e’ la tesi degli inquirenti del commissariato di Polizia di Caltagirone, che ritengono di aver raccolto “notevoli indizi di colpevolezza nei confronti dei familiari della ragazza, tanto da giungere in poche ore all’ ordine di cattura”. In particolare, a casa della famiglia Morselli e’ stato trovato un coltello da cucina a doppia punta, che sarebbe stato utilizzato per uccidere la neonata. Stando sempre alla ricostruzione fatta dalla Polizia, dopo l’ infanticidio qualcuno dei parenti si sarebbe poi messo in macchina per sbarazzarsi del corpicino abbandonato in un cassonetto in prossimita’ del centro abitato di Caltagirone. Ma intanto, viste le condizioni di salute, Agrippina finisce al pronto soccorso per una preoccupante emorragia. Sono sempre i familiari ad accompagnare la giovane: parlano di un aborto spontaneo. In ospedale, pero’ , i medici non si convincono. Decidono di chiamare la polizia, che avvia le indagini. A quel punto i familiari della ragazza si mettono in allarme e cercano di evitare che la verita’ venga a galla. Invece di rientrare a casa ritornano sul luogo dove hanno abbandonato il cadavere e lo riprendono dal cassonetto. E cosi’ , con quel corpiciono insanguinato tra le braccia, cercano di scappare chissa’ dove, ma vengono intercettati e fermati dagli agenti. Cercano di nascondere l’ evidenza, ma dopo una sommaria perquisizione il corpo senza vita della naonata viene ritrovato sotto il sedile dell’ automobile. “Una scena raccapricciante . raccontano gli inquirenti .. Stentavamo a credere che quello nascosto dentro l’ auto fosse un corpicino martoriato a coltellate”. Le indagini dovranno ora accertare quali sianole responsabilita’ di ciascuno. E’ probabile che qualcuno abbia progettato il terribile infanticidio e gli altri lo abbiano subito. Resta comunque una storia atroce e assurda in una famiglia al di sopra di ogni sospetto: il padre, ex agente di custodia in pensione, la madre casalinga, le due figlie studentesse.

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