Segregata in casa dal fratello per 11 anni

COMO – Il dramma si è consumato in un appartamento fatiscente di un’ elegante palazzina della città lariana

Segregata in casa dal fratello per 11 anni

La donna ora ha 55 anni e pesa 30 chili: è all’ospedale in gravi condizioni – Giuseppina Indorato e’ stata trovata rannicchiata sul suo lettino, con le unghie lunghe venti centimetri

di Alex Galimberti, “Corriere della Sera”, 1995.10.15, p. 43

COMO – Sequestrata in casa per undici anni dal fratello, ex professore di lettere in pensione, in un elegante appartamento di una zona residenziale di Como. Tutti i vicini sapevano ma nessuno ha mai avuto il coraggio di parlare. Giuseppina Indorato, 55 anni, e’ oggi ridotta a una larva umana che non raggiunge i trenta chili di peso, ha le unghie delle mani e dei piedi lunghe venti centimetri e ha una forma terminale di scoliosi che l’ ha completamente rattrappita: dimostra ameno trent’ anni di piu’ della sua eta’ . La povera donna e’ arrivata ieri nel primo pomeriggio su un’ ambulanza della Croce Rossa all’ ospedale Sant’ Anna, con i sintomi di arresto cardiorespiratorio. E’ stato proprio suo fratello, spaventato per l’ improvvisa crisi, a telefonare per chiedere soccorso. I medici del nosocomio comasco l’ hanno strappata in un primo momento alla morte ma in tarda serata Giuseppina Indorato ha perso conoscenza e le sue condizioni si sono aggravate. In serata e’ stata portata nel reparto di rianimazione. E stata la stessa donna, in un breve attimo di lucidita’ , sul lettino del pronto soccorso, a smozzicare qualche frase sulla sua prigionia: “Non mi fanno uscire di casa da undici anni . ha sussurrato ai medici . per questo sono ridotta cosi’ . Aiutatemi”. Subito e’ scattata l’ inchiesta, affidata alla squadra mobile della questura, un’ indagine dai risvolti inquietanti. Il sopralluogo della polizia scientifica nell’ elegante residenza di via Lario 12, a Como, ha svelato una situazione ai limiti dell’ inverosimile. Nell’ appartamento al terzo piano, composto da due camere e una sala, oltre ai servizi, c’ e’ spazio solo per un minuscolo sentiero: tutta la superficie e’ occupata da scatoloni ammassati senza criterio fino al soffitto, tanto che la terza persona che ci vive, un’ altra sorella di Indorato, Agrippina, dorme da diversi anni su una sedia. Sull’ unico letto incastrato fra i rifiuti, da quella che i sanitari hanno definito “una monomania conservativa” dell’ ex professore di scuola media, da undici anni si stava consumando lentamente Giuseppina. “E lei che non voleva uscire” . si e’ giustificato agli inquirenti il fratello Giuseppe, 63 anni, che pare faccia ancora qualche piccolo lavoretto come assicuratore. “Giuseppina si vergognava delle sue gambe deboli, per questo non si alzava piu’ “, ha aggiunto Agrippina, nota alle forze dell’ ordine come abituale frequentatrice della stazione ferroviaria. Della famiglia, originaria di Mineo, nel Catanese, e trasferitasi a Como vent’ anni fa, fa parte anche una terza donna, Rosa, anche lei professoressa, che pero’ da tre anni non ha piu’ rapporti con i fratelli: avrebbe rotto con loro proprio a cuasa di Giuseppina, sembra infatti che questi le abbiano impedito di prendersi cura di lei. Una tragedia consumatasi nel silenzio della buona borghesia comasca. Nel palazzo di via Lario 12, si scopre oggi, tutti sapevano, o almeno avevano il dovere di sospettare. “Si’ , sapevamo che c’ era una sorella malata, ma da almeno dieci anni non si vedeva piu’ . dicono sul pianerottolo .. Del resto il signor Giuseppe non ha mai fatto entrare nessuno in casa”. “Ma lo sa qual e’ il colmo? . racconta una vicina .. Il signor Indorato, che ha lasciato la sorella in quelle condizioni e viveva in quell’ appartamento disastrato, per tutti noi era un esempio di ordine e pulizia: infatti si era offerto lui stesso di tener pulite le scale del palazzo e le ha sempre fatte brillare!”. Particolari inquietanti rompono l’ omerta’ dei vicini: due anni fa Giuseppe torno’ in Sicilia per due mesi e i vicini chiamarono i carabinieri perche’ dall’ appartamento uscivano odori nauseabondi, i militari uscirono per un sopralluogo. Da alcuni anni, inoltre, la famiglia che abita al piano di sotto e’ in causa con gli Indorato per una perdita di acqua che rovina i soffitti: quando arrivo’ il perito del tribunale Giuseppe lo caccio’ a male parole. Giuseppina Indorato e’ sconosciuta al Servizio sanitario, dato che nessuno ha mai richiesto per lei la tessera dell’ Usl, non ha medico curante e l’ ultima richiesta di esenzione dal ticket e’ datata 1982. La polizia ha inviato un dettagliato rapporto alla procura della Repubblica ma non e’ ancora chiaro a che titolo Giuseppe Indorato potrebbe essere indagato: non per omissione di soccorso, comunque, dato che la segnalazione di ieri alla Croce Rossa l’ ha fatta proprio lui.

IL CASO

La follia dietro la porta accanto

Che cosa ha portato con se’ , nel reparto di rianimazione, oltre a un corpo ormai da larva, Giuseppina di Como? Rosaria di Cornate d’ Adda, 31 anni, a fine luglio strappata dai carabinieri dalla brandina della casa prigione dove gli arti si erano atrofizzati, la storia del morboso attaccamento della madre che per 17 anni voleva “difenderla dal mondo cattivo”. Teresa di Milano, 24 anni, il dramma di una cenerentola che non ha la forza di ribellarsi a chi la obbliga ai lavori piu’ umili e le vieta persino di guardare fuori dalla finestra. Vincenza di Palermo, 52 anni, la folle ossessione del fratello, illustre neuropsichiatra, per la divisione dell’ eredita’ dei genitori. Tanto per ricordare gli ultimi anelli della catena continua dei casi di persone, quasi sempre donne, sequestrate in casa. Giuseppina di Como, almeno secondo gli inquirenti, la “monomania conservativa” del fratello carceriere: il tempo doveva essere fermato in quell’ abitazione: mai sollevare una scatola, guai aprire la porta. Palazzina residenziale, buona borghesia, sottolinea la cronaca, il fratello laureato, un passato di insegnante. Rispettabilita’ . Per 11 anni Giuseppina e’ vissuta, si fa per dire, li’ dentro. Si allungavano le ragnatele nelle stanze dove tutto, anche i rifiuti, si accumulava in un putrido immobilismo emanando ogni genere di fetori e anche il suo organismo si sfaldava all’ inverosimile. Gia’ , chi osa violare la sacra privacy anche se c’ e’ il sospetto che dietro quelle mura avvengano scene da campo di concentramento? Purtroppo la “normalita’ ” comincia a diventare un bene raro nella vita quotidiana. Che cosa succede dietro la porta accanto? Ma forse si comincia a non essere piu’ sicuri nemmeno di se stessi. A furia di analizzarla non sappiamo nenanche piu’ riconoscere la nostra personalita’ , un realta’ solida o un mucchio di frammenti contraddittori. Che cosa puo’ succedere anche dietro la nostra porta?

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