Trovati 2 cadaveri alla periferia di Mineo

Pentito in licenza cade nell’agguato. Bruciato il corpo

ucciso e poi dato alle fiamme il corpo di Di Giacomo Giuseppe 23 anni che stava raccontando ai carabinieri particolari sull’ omicidio del commerciante Giordano Gaetano. trovati poi 2 cadaveri alla periferia di Mineo (Catania) e i corpi di Garofalo Ignazio 22 anni e Milana Salvatore 19 anni in una discarica di Alcamo

di Alfio Sciacca, “Corriere della Sera”, 1992.12.09

GELA (Caltanissetta) . Aveva appena cominciato a vuotare il sacco. Ai carabinieri stava raccontando particolari importanti sull’ uccisione del commerciante Gaetano Giordano e sul tentato omicidio di Renato Mauro, ingegnere capo al Comune. Giuseppe Di Giacomo, 23 anni, e’ stato eliminato in una fase in cui forse non era ancora pienamente convinto della scelta di collaborare con la giustizia. Di fronte alle sue perplessita’ gli amici di un tempo pero’ non hanno avuto esitazioni. Lo hanno eliminato per cancellare quello che aveva gia’ detto e per evitare che continuasse a parlare. Le modalita’ dell’ omicidio sono quelle tipiche delle punizioni riservate a chi si e’ macchiato della peggiore delle infamie: il pentimento. Il corpo di Di Giacomo e’ stato dato alle fiamme. L’ autopsia dovra’ accertare se il giovane sia stato prima ucciso a colpi d’ arma da fuoco oppure se i suoi aguzzini siano giunti sino al punto di bruciarlo vivo. In ogni caso non c’ e’ alcun dubbio sulla matrice dell’ omicidio. Lunedi’ sera, subito dopo il ritrovamento del cadavere, alla periferia di Gela, i carabinieri hanno ricevuto una telefonata anonima. Una sorta di rivendicazione da parte delle cosche locali che vogliono far sapere qual e’ la fine riservata ai pentiti. E questa la Gela degli ] GELA (Caltanissetta) . Aveva appena cominciato a vuotare il sacco. Ai carabinieri stava raccontando particolari importanti sull’ uccisione del commerciante Gaetano Giordano e sul tentato omicidio di Renato Mauro, ingegnere capo al Comune. Giuseppe Di Giacomo, 23 anni, e’ stato eliminato in una fase in cui forse non era ancora pienamente convinto della scelta di collaborare con la giustizia. Di fronte alle sue perplessita’ gli amici di un tempo pero’ non hanno avuto esitazioni. Lo hanno eliminato per cancellare quello che aveva gia’ detto e per evitare che continuasse a parlare. Le modalita’ dell’ omicidio sono quelle tipiche delle punizioni riservate a chi si e’ macchiato della peggiore delle infamie: il pentimento. Il corpo di Di Giacomo e’ stato dato alle fiamme. L’ autopsia dovra’ accertare se il giovane sia stato prima ucciso a colpi d’ arma da fuoco oppure se i suoi aguzzini siano giunti sino al punto di bruciarlo vivo. In ogni caso non c’ e’ alcun dubbio sulla matrice dell’ omicidio. Lunedi’ sera, subito dopo il ritrovamento del cadavere, alla periferia di Gela, i carabinieri hanno ricevuto una telefonata anonima. Una sorta di rivendicazione da parte delle cosche locali che vogliono far sapere qual e’ la fine riservata ai pentiti. E questa la Gela degli “stiddari” dove si diventa baby.killer a 15 anni e si muore da boss a 23. Tutto corre veloce in questo inferno siciliano. La storia e’ simile a quella di tanti altri giovani. Di Giacomo faceva parte del clan Ianni’ .Cavallo. Suo fratello Salvatore era stato ucciso quattro anni fa, lui era diventato un corriere della droga. Il 23 novembre la Finanza lo aveva arrestato a Reggio Emilia: aveva una pistola e 300 grammi di cocaina. Dopo appena una settimana nel carcere di Termini Imerese aveva cominciato a manifestare l’ intenzione di collaborare. Una scelta che in questa fase lasciava perplessi anche gli inquirenti. Ormai non si potra’ piu’ sapere se il giovane avesse intenzioni serie oppure se tentasse solo di fare il doppio gioco. Comunque sia, alcuni giorni fa Di Giacomo era rientrato a Gela e sabato sera era riuscito ad eludere la sorveglianza dei carabinieri in circostanze poco chiare. L’ Arma ha avviato un’ inchiesta. Per i militari che avevano in custodia Di Giacomo si ipotizza il reato di agevolazione colposa di evasione. Fatto sta che Di Giacomo, cui forse era stato concesso di andare a trovare una donna, nella stessa serata di sabato avrebbe avuto un incontro con gli amici di un tempo che lo hanno eliminato. Ieri in Sicilia ci sono stati altri quatto omicidi di mafia. Due cadaveri carbonizzati sono stati ritrovati alla periferia di Mineo (Catania), altri due in una discarica di Alcamo, nel Trapanese. Questi ultimi sono Ignazio Garofalo, 22 anni e Salvatore Milana, 19. Entrambi con precedenti per spaccio di droga sono stati probabilmente attirati in un agguato.

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