Chiacchiere? No, grazie

Da tempo ormai ci siamo resi conto (e non solo noi) che il degrado raggiunto dalla nostra Mineo ha toccato punte elevatissime. Non solo, ma tutti riusciamo con relativa facilità ad individuare nella pessima gestione della “cosa pubblica” la causa di tutti i mali. Tuttavia (e qui cominciano i guai) nessuno o quasi sembra volersi assumere il coraggio e la responsabilità di riunciare a questo immobilismo e dare sfogo a una voce dapprima di protesta e poi di proposta.
Per cui quella che potrebbe essere un’isola felice diventa paradossalmente una cittadina svuotata piano piano di energie, tradizioni, cultura e, soprattutto, senza sbocchi occupazionali.
D’altro canto, come in un circolo vizioso, la passività del cittadino non fa altro che incoraggiare quei politici abilissimi nel promettere ed altrettanto bravi poi nel curare gli interessi di pochi “Comitati di Affare”, divenendo così autentiche sanguisughe del popolo. Dare una ventina di posti al Comune (è questo l’unico dato positivo degli ultimi anni) doveva servire da trampolino di lancio per un più vasto programma occupazionale; invece è servito solo a risolvere i problemi di poche famiglie ed a giustificare e sostenere certe campagne elettorali. Quando abbiamo protestato per queste scelleratezze siamo stati accusati, assieme a tutti i gruppi politici di opposizione, di sapere solo gridare parole al vento e non possedere capacità propositiva. Ci siamo permessi quindi di sottolineare alcune proposte concrete che riteniamo indispensabili e di possibile attuazione:
1) Mineo non ha da tempo un piano regolatore che permetterebbe a tanti muratori di lavorare e a tanti cittadini di fare investimenti. Che cosa si aspetta a farlo?
2) Il progetto di forestazione del territorio di Mineo potrebbe dare lavoro a tanti concittadini. Cosa aspetta il Comune ad attivarsi per snellire la prassi burocratica che ne impedisce la realizzazione?
3) A Mineo non esistono strutture sportive. Possibile che non si comprenda la funzione sociale dello sport? Occorre per forza che alcuni volenterosi invadano il Comune per ottenere qualcosa?
4) Mineo, patria di Capuana, Maura e Bonaviri, è una città con una storia artistica di tutto rilievo. Cosa si aspetta a dare l’avvio al Museo Civico e dare una sede più degna a quello capuaniano? Perché tutti i luoghi che si trovano nei dintorni di Mineo (compresa la stessa casa del Capuana a Villa Santa Margherita) sono lasciati nell’incuria o al pascolo degli armenti?
5) Da più di dieci anni è stata costruita una casa di riposo per anziani. Si aspetta forse che anche noi diventeremo vecchi per aprirla?
6) Nel nostro paese esistono alcune associazioni che svolgono funzioni culturali e sociali. Possibile che anche queste poche iniziative debbano cessare solo per l’indifferenza degli amministratori?
Questa non è retorica, ma sono i giovani che debbono svegliarsi dal letargo e scuotere queste decrepite istituzioni dando l’avvio alla rinascita.

Salvatore Cappellano
Giuseppe Castania
Agrippino Sudano

“Rinascita Menenina”, giugno 1992, p. 2.

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